
All'altezza del km 1 dell'attuale strada di Pomata, vecchia arteria per S.Gregorio, che corre sull'antica via di manutenzione degli acquedotti, sorge un'altra splendida villa a più piani, non lontana da quella creduta di Bruto.
E' ben visibile anche a chi percorre la Via di S.Vittorino, grazie ai possenti muri di sostruzione delle varie platee, che suggeriscono un'idea di maestosa possanza. Purtroppo, qualche anno fa, in seguito alle prolungate piogge, uno dei terrapieni artificiali (quello della terrazza di mezzo) è crollato, privando la villa di un'opera notevole.
Lunghissimo è l'elenco delle diverse opere asportate da questa villa durante i secoli precedenti. Nei soli scavi del 1773-75 si rinvennero 33 fra statue, erme, gruppi, un mosaico con una scena nilotica (finito successivamente in Russia) e 6 colonne di marmo. Nel 1779 altri scavi portarono alla luce 39 "pezzi", finiti, come i precedenti, fortunatamente nelle sale dei Musei Vaticani. Una delle statue più affascinanti è senza dubbio quella della musa Thalia, rinvenuta in un perfetto stato di conservazione.
La pianta dell'archeologo Giuliani, rilevata fortunatamente prima del crollo di gran parte del muro di sostegno della terrazza mediana, permette di renderci conto della lunghezza delle platee (circa 200 m.) e della loro larghezza (circa 50 m. ognuna). Scarsi sono i vani visibili, di cui qualcuno conserva ancora tracce della decorazione della volta a botte. Circa il periodo in cui fu costruita, lo studio della tecnica edilizia (opera incerta), confortato da altre considerazioni, indicherebbe tre fasi costruttive molto ravvicinate fra loro, tra la fine della repubblica e gli inizi dell'impero.