
Vicino
la cattedrale, salite le scalette, si entra nel Cortile dell'Ex
Seminario, ad un livello più alto di quello della piazza.
Questo dislivello, esistente anche in passato, era nascosto
da un colonnato a due piani: l'inferiore era di ordine dorico
mentre il superiore era corinzio (in parte ancora visibile
dal cortile, affacciandosi in uno spazio retrostante la cattedrale).
Questo cortile, noto come "area sacra", era in realtà
la Basilica cittadina che all'inizio era in quattro navate
(come testimoniano le impronte delle colonne a terra ed alcuni
frammenti di capitelli corinzi); la struttura era coperta
e doveva avere le navate centrali a doppio ordine, con finestre
che illuminavano tutto l'ambiente. Ancora perfettamente conservata
a settentrione l'intercapedine realizzata per isolare dalla
roccia la costruzione e preservarla dall'umidità.
La Basilica, situata trasversalmente sul lato settentrionale del Foro, era inquadrata da due ambienti: ad Ovest "l'Antro delle Sorti" e ad Est "l'Aula Absidata". L'Aula Absidata (attualmente non visitabile), che poggiava in parte sull'Erario sottostante ed aveva accesso dal livello superiore del colonnato, è una grande sala rettangolare, coperta originariamente a capriate, terminante a Nord con un'abside a semicupola, nella quale si aprivano cinque nicchie.
Il
pavimento dell'abside era il meraviglioso mosaico
nilotico conservato ora nel Museo.
Il monumento forse era un Santuario di Iside, il cui culto
si sarebbe qui diffuso grazie a Delo ed all'assimilazione
Iside-Fortuna.
Sul lato opposto della Basilica si apre l'Antro delle Sorti,
una grotta in parte naturale, in parte artificiale. Un arco
a conci di tufo ne adorna l'entrata; l'antro ha tre profonde
nicchie. Il pavimento, ancora ben conservato, è costituito
da un raffinatissimo mosaico marino. Lo spazio antistante,
in origine sicuramente coperto, è pavimentato in mosaico
bianco.
Non è stata accertata la funzione del complesso molto
simmetrico all'Aula Absidata ma non è escluso che sia
un'altra parte del santuario dedicato al dio Serapide.