Ponte Lupo

Dato che il Ponte si trova in una proprietà privata, per visitarlo si deve chiedere l'autorizzazione telefonando al 3333321252

Un angolo incontaminato dell'Agro Romano Prenestino è senz'altro quello situato tra Gallicano e Poli. La zona è caratterizzata da modestissime colline tufacee che separano varie piccole valli. Qui furono edificati dei ponti che servivano non solo agli acquedotti, in parte interrati dell'acqua Marcia, di superare detti dislivelli tufacei ma anche alle comunicazioni stradali.
Ponte Lupo è senza dubbio il più noto ed interessante di ponti degli Acquedotti romani; é alto più di trenta metri e lungo oltre 100 m. Proprio sulla sua sommità correva una strada che congiungeva le due alture che lo delimitano. Chi vuol salire, facendo attenzione essendo il tratto scivolo ed esposto, fin su detta sommità per ammirare la sottostante vallata, può utilizzare il piccolo sentiero (visibile sul lato destro orografico) che si inerpica ripidamente.
Ponte Lupo, situato nella tenuta "San Giovanni in Campo Orazio", dove secondo la leggenda si svolse la battaglia tra gli Orazi e i Curiazi, oggi si presenta molto rovinato essendo il suo habitat deturpato da varie cause: cementificazione selvaggia e abusiva, discariche e prostituzione. Ponte Lupo portava l'acqua marcia dalla Valle dell'Aniene a Roma (l'acquedotto marcio prese il nome dal suo costruttore il pretore Quinto Marcio Re, 144 a.C.).

Ponte Lupo
Ingrandisce foto Ponte Lupo

Come raggiungerlo e in quanto tempo?
Semplicemente percorrendo con l'autovettura la Via Polense fino al primo bivio che si incontra (all'incirca 30 Km). Si parcheggia e si costeggia (in direzione di Poli) sulla destra la recinzione di rete metallica fino ad arrivare ad un piccolo cancello che si varca (richiuderlo).
Iniziare a camminare sul largo sentiero prendendo a sinistra.
Si cammina in piano per un po' fino ad incontrare sul lato destro un grande stradone che si dirama e scende. Lo si percorre ed in breve si raggiunge la sottostante Valle del fosso dell'Acqua Rossa.


Ingrandisce foto Ponte Lupo

L'imponente Ponte Lupo, a cui si arriva risalendo il fosso, la chiude a sinistra. L'abitat è incredibilmente vario: qui vive il martin pescatore, il merlo acquaiolo, il nibbio bruno e la lampreda di fiume ma anche il mondo vegetale è particolarmente ricco e variegato: ginestre, pungitopi, storace (per fare l'incenso).Tutta l'escursione tra andata e ritorno si svolge in due ore.

È menzionato in numerose opere tra cui quella del Nibby. Infatti In Analisi storico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma di A. Nibby Volume I Parte 2 a pagina 33 3 34 infatti si legge:

"E in questo punto che i tre acquedotti, della Marcia, Claudia, ed Aniene nuovo, traversavano la ultima falda degli appennini, quindi fu d' uopo costruire nelle valli ponti magnifici. o stupende arcuazioni, delle quali rimangono ancora avanzi , che tanto più sorprendono , quanto meno son noti. E nella vallata di s. Antonio un poco di sotto al ponte di questo nome veggonsi ancora le tracce del ponte, sul quale passava la Marcia: come nell'alti» vallone della Mola si ammira ancora l'arenazione di 20 fornici , pel tratto di 750 piedi, costrutta di tegole e mattoni, e che chiamansi gli Archi della Mola. Quello della Claudia, e dell' Aniene Nuova, essendo di livello molto più alto, fu d'uopo costruire ponti ancora più alti : le due acque sovrannotate passavano sopra quello di s. Antonio, ponte che ha sette archi , e 120 piedi di altezza verticale; e dopo quel punto, dividendosi, la Claudia traversava il vallone meridionale sopra il ponte s. Pietro, diriggendosi di là al ponte Lupo: l'Anienc volgendosi verso oriente traversava il vallone pel ponte denominato le Forme Rotte, sotto il villaggio diruto di Castel s. Angelo, e di là da esso, sotto lo stesso villaggio, ed in vista di Villa Catena, traversava una altra valle profonda, che perciò dicesi dell'Inferno, onde il ponte, e Parcuazione ha lo stesso nome: e poscia andava a congiungersi coll' acquedotto della Claudia al ponte Lupo ricordato di sopra."


Ingrandisce foto Ponte Lupo nel 1896
Foto: British School at Rome, Bulwer collection, TA. 411

Il Ponte fu ritratto anche in un acquarello di Ettore Roesler Franz ("Ponte Lupo - Poli 1898") tuttora di proprietà del Comune di Tivoli. L'artista lo donò l'8 dicembre 1903 per ricambiare l'Amministrazione tiburtina che nell'agosto gli aveva fatto dono di una splendida pergamena miniata da Giuseppe Cellini con cui gli era stata data la cittadinanza onoraria, conferitagli all'unanimità il 6 febbraio 1903.
Italia Nostra Roma si è impegnata a predisporre un progetto esecutivo di restauro di Ponte Lupo, a promuovere una sottoscrizione per trovare i fondi necessari al suo restauro.

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