Tivoli nell'Hessisches Landesmuseum di Darmstadt

a cura di Roberto Borgia

Darmstadt è una città tedesca situata nella regione dell'Assia a 25 chilometri dall'aeroporto di Francoforte. Situata nell'alta pianura renana, al margine nordoccidentale del gruppo montuoso dell'Odenwald, alla convergenza di numerose direttrici del traffico ferroviario e stradale, è stata ed è un importante centro culturale. La città antica, distrutta quasi completamente nel 1944, comprendeva una parte medievale e rinascimentale a E e SE del castello, un ampliamento del primo Settecento a W e SW di questo, e la Nuova Darmstadt, costruita dal granduca Ludovico I (1790-1830) intorno ai due nuclei precedenti, con vie regolari, edifici monumentali, ampi giardini. Già dal 1567 i langravi (poi duchi) di Assia-Darmstadt avevano scelto la città come propria residenza; ma il periodo di maggiore attività edilizia corrisponde al Settecento e al primo Ottocento. Il Museo Regionale dell’Assia di Darmstadt, fondato nel 1820, uno dei più antichi presenti in Germania, si distingue per le sue vaste collezioni di storia dell’arte, per la cultura e per l´esposizione di scienze naturali. Con la chiusura temporanea del museo, iniziò nel settembre 2007 un’intensa fase di lavori - durata sette anni - per la ristrutturazione dell’edificio costruito nel 1906 da Alfred Messel, uno degli architetti più importanti dei primi anni del Novecento. L’intervento molto esteso ha offerto, dopo oltre un secolo, l’opportunità di dare alle importanti collezioni una nuova sistemazione in un’esposizione moderna.


Ingrandisce foto Hessisches Landesmuseum di Darmstadt

La grande varietà di temi del museo, che con circa 12.000 oggetti esposti, si articola in 13 diverse sezioni, dall’archeologia, alle scienze naturali, dai temi dell´artigianato artistico all´arte figurativa, ha costituito una sfida particolare per l´allestimento della mostra e il design illuminotecnico. I progettisti degli interni e i designers illuminotecnici sono riusciti, con un grande rispetto per l´architettura storica dell´edificio, grande amore per i materiali e i dettagli e con l´impiego della tecnologia LED più moderna, ad inserirlo in un nuovo contesto, trasformandolo da museo tradizionale di storia dell´arte e di scienze naturali in un museo universale, visionario che al suo interno unisce l'intera sconfinata gamma di oggetti collezionabili, della natura e dell'arte, ossia l´imponente totalità dei campi di ricerca dell´umanità. In particolare le collezioni archeologiche del Hessisches Landesmuseum Darmstadt sono tra le più antiche della Germania.

La loro presentazione è divisa in cinque aree. La quinta area, la diffusione e la fortuna dell'antichità (Rezeption der Antike), riguarda il ritorno dei secoli XVIII e XIX agli ideali dell'epoca passata con le sue prove perfette di proporzioni e forme. Questo è esemplificato dai modelli in sughero dell'antica architettura romana di Antonio Chichi, il più famoso scultore di sughero del XVIII secolo. Il Colosseo e il Pantheon sono di particolare importanza all'interno della serie di modelli, a causa delle loro eccezionali dimensioni, non meno impressionante è il livello di dettaglio degli archi trionfali di Settimio Severo e Costantino. Alcuni dei modelli di sughero corrispondono a dipinti e incisioni contemporanei.

La mostra interdisciplinare è completata dal calco in gesso del famoso busto del Belvedere. In particolare, nella sala vi sono ben tre opere d'arte che hanno come soggetto la nostra città: in questa foto da me scattata nell'estate 2018, vediamo, partendo da sinistra, dopo il torso del Belvedere in gesso, una tela di Johann Heinrich Schmidt soprannominato Fornaro (cioè Fornaio), dipinta circa nel 1790 durante il suo lungo soggiorno romano, Wasserfälle bei Tivoli (Cascate a Tivoli); vediamo poi una bella riproduzione del Tempio rotondo dell'acropoli, opera in sughero, legno, gesso francese macinato, pigmenti minerali e muschio essiccato di Antonio Chichi (1743-1816), anni 1790-1791, (nel marzo 2011 abbiamo pubblicato proprio su questa rubrica un'opera analoga conservata nel Musée des Antiquités di Saint-Germain-en-Laye in Francia); infine, dopo l'eccezionale modello del Pantheon, vediamo una tela della scuola di Hubert Robert (1773-1808), Flusslandschaft mit Tempel ruine (Paesaggio fluviale con rovine di un tempio), post 1786, dove è in evidenza sempre il tempio rotondo di Tivoli. L'immagine originariamente apparteneva ad una sequenza di decorazioni divisa in quattro parti. La composizione stessa è palesemente ispirata al dipinto dell'artista francese intitolato La baignade o Le bassin de baignade (The Bathing Pool, in lingua inglese, visto che la tela è nel Metropolitan Museum di New York).

(giugno 2019)

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