Itinerario nel giardino

Chateaubriand, affacciandosi dalla terrazza della sala centrale detta del Trono (situata nell' "appartamento vecchio"), guardando il giardino sottostante, parte della città di Tivoli e la pianura romana diceva:" Io non potevo stancarmi di ammirare la prospettiva della quale si gode dall'alto delle sue terrazze. Sotto di voi si stendono i giardini con i loro platani e i loro cipressi. Dopo i giardini vengono i resti del Santuario di Ercole Vincitore,posto al bordo dell'Aniene; dall'altra parte del fiume, sulla collina di faccia regna un bosco di vecchi ulivi dove si trovano i resti della Villa di Quintilio Varo.". La visita del giardino non può procedere a caso ma deve seguire un percorso ben preciso per essere esauriente e per dare al visitatore il senso del crescendo architettonico, il punto migliore di vista prospettico ed il gusto delle creazioni artistiche che il parco racchiude. Si può con certezza dire che due ore sono abbastanza sufficienti per una visita accurata e completa tenendo presente però che, poichè l'ingresso della Villa in origine era situato su Via del Colle e quindi in basso rispetto al Palazzo, occorre cercare di raggiungerlo con una certa celerità per iniziare il percorso che faceva chi nel XVI sec. aveva il grande onore di essere ricevuto dal Cardinale.


Ingrandisce foto Giardino estense

Scendendo la doppia rampa dello scalone del Palazzo, è consigliabile andare verso destra percorrendo il Vialone che si apre frontalmente. Una volta giunti alla fine bisogna svoltare a sinistra e, tramite una gradinata, si passa attraverso un altro viale prospiciente fino a giungere ad uno slargo rotondo. Al centro di esso ci si imbatte nella prima fontana: quella di Pegaso.

Una volta ammirata la fontana bisogna tornare indietro, voltare a destra, scendere parte della gradinata, proseguire ancora a destra mentre lo sguardo è colpito dall'abside e dalla navata esterna della chiesa romanica di S.Pietro della Carità, confinante con il giardino della Villa. Si giunge così alla Fontana dell'Organo. Occorre quindi ancora una volta tornare indietro fino alla gradinata in parte precedentemente percorsa, riprendere a scendere per poi voltare a destra e giungere sopra alla Fontana di Nettuno. Attraversando il piazzale prospiciente la predetta fontana e proseguendo in avanti per poi voltare a sinistra, si giunge ad uno slargo circolare noto come la Rotonda dei Cipressi. Gli alberi sono secolari e forse sono tra i più antichi esemplari d'Italia (purtroppo oggi non sono in buona salute come un tempo tuttavia con la loro maestosità incutono ammirazione e stupore).


Ingrandisce foto Rotonda dei cipressi

In origine al posto dei cipressi c'era un chiosco di legno ed in sua sostituzione furono piantati i cipressi; c'erano poi un tempo anche grandi pergole e un anfiteatro di statue che rappresentavano le Arti Liberali.

Lasciando detta Rotonda, voltando a destra, si perviene al muro di cinta del giardino, dove è inglobata la Fontana della dea Natura. Tornando indietro si gira a destra arrivando alle Fontane delle Mete, una raffigurazione della fontana della Meta Sudante situata a Roma non molto distante dall'arco di Costantino. Riprendendo il cammino a destra si apre un grande terrazzo che si apre sulla pianura romana; affacciandosi si possono ammirare i sottostanti vigneti di pizzutello e la vicina medioevale Porta del Colle. Al centro quasi del parapetto della terrazza è situata la Fontana di Arianna così chiamata perché in origine c'era una statua di Arianna dormiente situata nella nicchia centrale. Lasciandosi alle spalle il terrazzo si giunge al punto terminale delle tre Peschiere.

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