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Vicende storiche del Santuario

Quando i Goti di Totila conquistarono Tivoli nel VI sec. d.C., iniziò l'abbandono definitivo del santuario già in parte decadente a causa della scarsa manutenzione troppo onerosa. Con il passar del tempo, si dimenticò che fosse un edificio sacro e fu ritenuto Villa di Augusto secondo Pirro Ligorio ma soprattutto Villa di Mecenate, tanto che tutta la zona (comprese le cascatelle e la cartiera impiantatavi) ricevette la denominazione di "Mecenate". In realtà né Augusto né Mecenate ebbero mai delle ville a Tivoli. Soltanto nel 1848 (Nibby) ritornò la denominazione originaria, estesa, però, a tutte le rovine romane affioranti nell'interno della città.


Ingrandisce foto Via Tecta (o Porta Oscura)

Nel 978 la via Tecta è in un documento definita Porta Oscura; nel Medioevo il complesso di Ercole Vincitore fu diviso tra enti religiosi, privati e Comune di Tivoli. Nel 1227 tra i ruderi troviamo la chiesa di S.Maria del Passo dei Frati Minori e quella con annesso monastero di S.Giovanni in Votano delle Clarisse (costoro ne furono proprietarie fino al 1571). Nel XVI sec. i privati che prendono possesso del complesso aumentano mentre si diffondono, riempiendo terrapieni, vigneti ed orti.

Nel 1612 la Camera Apostolica si dichiara proprietaria dell'area e vi impianta una fabbrica d'armi che specialmente sotto il Papa Paolo V fornì ogni sorta di armi.
Durante il XVII sec. vi trovò posto anche una polveriera, poi una manifattura di lana.
Pio VI nel 1795 si riappropriò della parte nord del complesso, fece abbattere le vigne per crearvi un'armeria dovendo combattere contro gli invasori francesi.
Nel 1802 essa fu rilevata da Luciano Bonaparte per farvi cannoni e poi fu ceduta nel 1815 alla Duchessa di Chablais.


Ingrandisce foto Il Generale di Tivoli

Dopo alcuni fallimenti da parte di affittuari nel 1846 inizia qui la lavorazione del ferro sotto la Società Romana delle Miniere.
Nel 1884 la Società delle Forze Idrauliche acquista il complesso avendo già fatto suo a scopo speculativo il costone settentrionale di Tivoli ricco dei canali deviati delle acque dell'Aniene.

Da questo momento il Santuario viene del tutto modificato e spaccato in due dal Canale Canevari (1885-86) progettato per raccogliere tutte le acque dei canali deviati lungo il costone settentrionale per poi convogliarli nella costruenda centrale dell'Acquoria. Il 26 agosto 1886 Tivoli fu la prima città italiana ad essere illuminata con energia elettrica.
Nel 1887 la Società delle Forze Idrauliche si consocia con la Società Anglo-Romana per dare elettricità a Roma.
In un secondo momento in una parte dell'edificio vi si insediò la Cartiera di Mecenate fino agli anni Cinquanta in cui il Demanio riscattò tutto il complesso.

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