Il sarcofago oggi è stato "riciclato",
rialzato da terra tramite due poggioli ed utilizzato come
recipiente per l'acqua che alimenta la sottostante fontanella
pubblica (non bella). Esternamente il sarcofago è molto
semplice e non reca bassorilievi; l'unico ornamento sono i
due busti (il tempo trascorso però li ha resi quasi
illeggibili) probabilmente di un uomo e di una donna che sono
posti in alto rilievo e distanziati sulla parete esterna a
vista del sarcofago.
Se poi si alza lo sguardo, si può ammirare sulla parete
del Palazzo episcopale lo stemma del valente vescovo De Valerinis,
che fu emerito pastore di Tivoli verso la fine del XIV secolo.
La piazza in seguito, per la sua splendida posizione di balcone
che si affaccia sulla pianura romana, cambiò nome:
fu detta infatti Piazza del Poggio; dopo di che, tenendosi
giornalmente un mercato ortofrutticolo, fu intitolata Piazza
del Mercato.
Passando il tempo fu poi dedicata al patrono santo martire locale: S.Lorenzo, a cui è consacrata anche la vicina cattedrale omonima. Solo dal 1849 (per il fatto che, essendo stata proclamata la Repubblica Romana, al centro della piazza era stato piantato un olmo, simbolo di libertà, secondo le direttive di padre Ugo Bassi) fu chiamata Piazza dell'Olmo.
Purtroppo la piazza era prescelta come
luogo ideale per eseguirvi le condanne a morte (nello Stato
pontificio infatti erano praticate sia la tortura che la condanna
a morte) che avvenivano pubblicamente per essere di monito
alla popolazione.
Famosissimo tra i boia fu "Mastro Titta"; i documenti
datano al 13 gennaio 1841 le ultime esecuzioni capitali a
Tivoli. E' interessante vedere al civico n° 41 (situato
sul lato destro della piazza dando le spalle alla chiesa)
il piccolo carcere dove erano custoditi i condannati a morte
prima di salire sul patibolo. Si tratta in realtà di
una cinquecentesca piccola caserma-armeria sul cui architrave
si può ancora leggere "Arma de militibus"mentre
su uno stipite inferiormente è riportato "Arma
de militibus de Tibure"; fungeva da carcere provvisorio
solo nei momenti in cui occorreva tenere in sicurezza i prigionieri
prima di farli salire sul patibolo.
Sempre sullo stesso lato ma in fondo alla piazza, è
il palazzo Coccanari-Teobaldi dove morì il deputato
alla costituente nel 1849, Luigi Coccanari. L'edificio, risalente
ai sec.XVI-XVII, è ubicato sulla destra in fondo alla
predetta piazza. Davanti al portale d'ingresso fanno ancora
bella mostra di sé due colonne-simbolo di granito (indicavano
infatti diritto di asilo: chi si fosse rifugiato nel predetto
palazzo avrebbe goduto dell'immunità).






