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Piazza Domenico Tani

Piazza Domenico Tani è situata nel centro storico medievale, al termine di via S.Valerio (che inizia scendendo da Piazza Rivarola) e prima dell'inizio di Via del Colle.
E' una piazza molto antica, le cui memorie possono essere datate all'epoca romana. Qui vicino infatti c'era il foro tiburtino sui cui resti fu costruita la Cattedrale di S.Lorenzo e qui (oggi sono inglobati nelle fondamenta dei palazzi rinascimentali internamente ben affrescati che delimitano la piazza) furono costruiti i famosi criptoportici, ove si passeggiava, si chiacchierava, si intrecciavano affari economici e politici. Mai nessuna Piazza ha mutato tante volte il suo nome come in questo caso.
Un tempo nel lontano Medioevo era chiamata "Platea Maior Episcopatus" vale a dire "Piazza maggiore dell'episcopato" per via del Vescovato, che occupava un edificio attiguo all'ingresso laterale della Cattedrale di S.Lorenzo.


Ingrandisce foto Fontana-Sarcofago

Proprio davanti al Palazzo dell'episcopio è situato un sarcofago di peperino che in passato era collocato all'interno della vecchia Cattedrale; quando poi quest'ultima fu demolita per volontà del Card. Giulio Roma, vescovo di Tivoli, per essere ricostruita secondo lo stile seicentesco allora in voga, il sarcofago fu traslato all'aperto. Esso risalirebbe al XIII sec. e sarebbe il sepolcro di un nobile e ricco tiburtino: tale Ivo di Angelo Bartholi o Bartholomei.

Il sarcofago oggi è stato "riciclato", rialzato da terra tramite due poggioli ed utilizzato come recipiente per l'acqua che alimenta la sottostante fontanella pubblica (non bella). Esternamente il sarcofago è molto semplice e non reca bassorilievi; l'unico ornamento sono i due busti (il tempo trascorso però li ha resi quasi illeggibili) probabilmente di un uomo e di una donna che sono posti in alto rilievo e distanziati sulla parete esterna a vista del sarcofago.
Se poi si alza lo sguardo, si può ammirare sulla parete del Palazzo episcopale lo stemma del valente vescovo De Valerinis, che fu emerito pastore di Tivoli verso la fine del XIV secolo.
La piazza in seguito, per la sua splendida posizione di balcone che si affaccia sulla pianura romana, cambiò nome: fu detta infatti Piazza del Poggio; dopo di che, tenendosi giornalmente un mercato ortofrutticolo, fu intitolata Piazza del Mercato.


Ingrandisce foto Piazza dell'Olmo - E.R.Franz

Passando il tempo fu poi dedicata al patrono santo martire locale: S.Lorenzo, a cui è consacrata anche la vicina cattedrale omonima. Solo dal 1849 (per il fatto che, essendo stata proclamata la Repubblica Romana, al centro della piazza era stato piantato un olmo, simbolo di libertà, secondo le direttive di padre Ugo Bassi) fu chiamata Piazza dell'Olmo.

Purtroppo la piazza era prescelta come luogo ideale per eseguirvi le condanne a morte (nello Stato pontificio infatti erano praticate sia la tortura che la condanna a morte) che avvenivano pubblicamente per essere di monito alla popolazione.
Famosissimo tra i boia fu "Mastro Titta"; i documenti datano al 13 gennaio 1841 le ultime esecuzioni capitali a Tivoli. E' interessante vedere al civico n° 41 (situato sul lato destro della piazza dando le spalle alla chiesa) il piccolo carcere dove erano custoditi i condannati a morte prima di salire sul patibolo. Si tratta in realtà di una cinquecentesca piccola caserma-armeria sul cui architrave si può ancora leggere "Arma de militibus"mentre su uno stipite inferiormente è riportato "Arma de militibus de Tibure"; fungeva da carcere provvisorio solo nei momenti in cui occorreva tenere in sicurezza i prigionieri prima di farli salire sul patibolo.
Sempre sullo stesso lato ma in fondo alla piazza, è il palazzo Coccanari-Teobaldi dove morì il deputato alla costituente nel 1849, Luigi Coccanari. L'edificio, risalente ai sec.XVI-XVII, è ubicato sulla destra in fondo alla predetta piazza. Davanti al portale d'ingresso fanno ancora bella mostra di sé due colonne-simbolo di granito (indicavano infatti diritto di asilo: chi si fosse rifugiato nel predetto palazzo avrebbe goduto dell'immunità).

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