
Provenendo dalla via di Tivoli, in direzione Gallicano nel Lazio o Palestrina, appena usciti dal buio della Tagliata di Santa Maria di Cavamonte, sulla destra si scorge, isolato nella campagna, Ponte Amato. Si tratta di un ponte romano che consentiva all'antica via Prenestina di superare la valle del fosso Scalelle, per poi dirigersi verso la città di Praeneste (Palestrina). Sulla carreggiata del ponte, larga 5,65 metri, è ancora visibile il basolato del'antica via romana.
Il ponte è caratterizzato da un'unica arcata a tutto sesto di cui oggi resta in piedi un solo tratto essendo crollata la parte nord durante i combatimenti della II Guerra Mondiale. L'arcata è compresa tra due spalle in opera quadrata, 17 filari di blocchi di "lapis gabinus" (la famosa pietra gabina), perfettamente squadrati. L'altezza massima misurata dal piano del fosso è di 10 metri.
Non vi sono dati certi da cui è possibile risalire con sicurezza alla sua datazione, tuttavia le analogie con il ponte di Nona (al IX miglio della Via Prenestina) fanno ipotizzare che possa risalire alla seconda metà del II secolo a.C. o agli inizi del I secolo a.C. Il suo nome deriva dal Conte Amato di Segni che nel X secolo lo fortificò e ne curò il ripristino dopo l'abbandono dei secoli bui. Abbandonato poi a sè stesso per diversi secoli, il ponte è stato recentemente oggetto di un eccellente restauro che lo ha restituito alla sua magnifica bellezza.
Questo sito, appartenente al comune di Gallicano nel Lazio, fa parte di un itinerario di grande interesse, oltre che archeologico, paesaggistico e faunistico che attraversa un territorio tra i più affascinanti della provincia romana, in un suggestivo ambiente naturale, solcato anticamente anche da ben quattro degli acquedotti pubblici di Roma (l 'Anius Vetus, l'Aqua Marcia, l'Aqua Claudia e l'Anius Novus), a ridosso della Tagliata di S. Maria di Cavamonte e della storica tenuta di S. Pastore, raggiungibile da un'area attrezzata appositamente allestita. La zona è anche arricchita dalla presenza di diversi altri ponti romani monumentali come Ponte della Bulica, Ponte Lupo, Ponte Caipoli, Ponte delle Mole, Ponte Taulella e Ponte Pischero che ancora oggi destano ammirazione per l'arditezza e perfezione delle loro forme.