"Tivoli: Temple of the Sibyl and the Campagna" di Richard Wilson

a cura di Roberto Borgia

Nel lontano 2009 presentammo un bel disegno di Richard Wilson (1714-1782), conservato nella National Gallery of Scotland di Edimburgo, che ritraeva l'acropoli dalla strada per Quintiliolo, preparatorio ed antesignano di molti soggetti analoghi anche su tela e riprodotto successivamente in moltissime litografie. Ricchissimo è il catalogo delle pitture (e dei relativi disegni) che Wilson, artista instancabile, dedicò alla nostra città e che possiamo condensare nelle tematiche principali di Hadrian’s Villa, Maecena’s Villa e Temple of the Sibyl and the Campagna, che sarebbe poi il disegno che presentammo, dove i personaggi saranno in seguito diversi nella varie tele dello stesso soggetto con diverse situazioni diciamo metereologiche (dal temporale alle nuvole al sereno).
Il quadro ad olio ora raffigurato viene intitolato nel mondo di lingua inglese Tivoli: Temple of the Sibyl and the Campagna, del 1765, cm 73,6 x 97,8, conservato nel Kimbell Art Museum, Forth Worth nel Texas, dove, rispetto al disegno citato si caratterizza per un cielo più tempestoso e la Chiesa ed il Convento di Quintiliolo sul lato destro con il campanile, campanile assente nel disegno che testimonia appunto la funzione preparatoria del disegno stesso rispetto alle opere finite, ad olio. D’altra parte il bozzetto si caratterizzava per i tratti talora quasi abbozzati, ma che testimomiano la genialità dell’artista e l’ispirazione che sapeva offrire il paesaggio della nostra città. Non dimentichiamo infatti che R. Wilson è il più illustre pittore che il Galles abbia avuto, considerato il padre della pittura di paesaggio (landscape) in Gran Bretagna.


Ingrandisce foto Tempio della Sibilla e campagna

Figlio di un pastore protestante che incoraggiò i suoi interessi artistici e gli diede inoltre una buona istruzione classica. pare che inizialmente abbia lavorato soprattutto come ritrattista. Iniziò l'apprendistato a Londra nel 1729, ma già nel 1735 lavorava in proprio Nelle prime opere, soprattutto ritratti eseguiti nella tradizione di G. Kneller, J. Highmore, T. Hudson, solo raramente si riscontra quella sensibilità per la luce e l'atmosfera che informa i suoi lavori dopo il soggiorno in Italia (1750-57). Prima a Venezia, per l'influenza delle opere di Tiziano e per i consigli di F. Zuccarelli e poi a Roma dopo l'incontro di J. Vernet, la sua pittura si fa più ricca e sensibile ai modi di S. Rosa, M. Ricci, G. Dughet e soprattutto di Claude Lorrain; la svolta decisiva nella sua carriera giunse appunto dopo questo viaggio, quando decise di dedicarsi esclusivamente ai paesaggi. A Roma rimase dal 1752 fino al 1757, lavorando principalmente per aristocratici turisti inglesi. Riprodusse non solo grandi paesaggi alla maniera di Nicolas Poussin, Salvator Rosa e Claude Lorrain, ma anche numerosi disegni di siti ed edifici romani, che gli servirono poi da bozzetto per comporre paesaggi italiani dopo il suo ritorno in Inghilterra.

La più raffinata serie di disegni è quella realizzata per Lord Dartmouth e datata 1754. Mostrano come Wilson ha temperato la sua delicata osservazione della luce e della distanza con la disciplina di pittori barocchi classici del XVII secolo come Poussin e Claude Lorrain. Si dice che fu spronato su quella strada da Francesco Zuccarelli, che incontrò a Venezia e di cui eseguì un ritratto (1751, Tate, Londra), ma più probabilmente fu influenzato appunto da Claude Lorrain e dal fascino dei dintorni di Roma dove quest'ultimo lavorava. Tornato a Londra, Wilson divenne famoso per i paesaggi italianizzanti e applicò gli stessi principi compositivi classici alle vedute dell'Inghilterra e del Galles, come nel celebre Il monte Snowdon da Llyn Nantlle (Snowdon from Llyn Nantlle, 1765, diverse versioni nella Walker Art Gallery di Liverpool e nel Castle Museum a Nottingham).
Dipinse anche grandi paesaggi storici in uno stile simile a quello di Dughet o di Salvatore Rosa (Destruction of the Children of Niobe, 1760, Yale Center for British Art, New Haven, e altre versioni) e dalla vendita di questi guadagnò molto (realizzò molte versioni di dipinti famosi, riferendosi a una composizione economicamente redditizia come a “un buon fertilizzante”).
Il successo gli diede alla testa, tanto che si guadagnò la reputazione di persona arrogante e perse molti ricchi clienti, cadendo in disgrazia ed ebbe problemi di alcolismo che portarono la sua carriera a un brusco declino nei primi anni Settanta del XVIII secolo.

La Royal Academy (di cui era stato membro fondatore nel 1768) cercò di aiutarlo nominandolo bibliotecario, ma nel 1781 la sua famiglia lo riportò (ridotto in miseria) in Galles. La sua produzione è di fondamentale importanza per la storia dell'arte britannica perché trasformò il paesaggio da opera sostanzialmente topografica a forma d'arte in grado di trasmettere idee ed emozioni; Ruskin scrisse che “la storia della pittura paesaggistica fondata su un amore meditativo per la natura inizia in Gran Bretagna con Richard Wilson”. Wilson morì a Colomendy, nel Denbighshire, e fu sepolto nel camposanto della chiesa della Vergine Santa Maria di Mold, Flintshire. Ebbe molti allievi, tra cui Thomas Jones, e numerosi imitatori (fatto che rende difficile l'attribuzione dei quadri all'uno o agli altri) e fu ammirato da artisti contemporanei e successivi come Cotman, Crome, Constable e Turner.

(ottobre 2019)

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