"da Ponte lucano" di Adolfo Scalpelli

a cura di Roberto Borgia

Notevole il rimpianto per la scomparsa, quasi un secolo fa, a soli ventinove anni del tiburtino Adolfo Scalpelli (1888-1917), per le potenzialità che l'artista aveva già mostrato nelle sue opere (oli, carboncini, disegni a matita, acquerelli, bozzetti). Ma partiamo proprio dalla sua eroica morte. Scalpelli partecipa alla guerra mondiale 1915-1918 nell'Arma di fanteria (248° reggimento). Viene mandato dapprima in Libia, poi nel 1917 rientra in patria e accorre con il suo reggimento alla difesa del Monte Cimone. Prende parte alla conquista di Vertoiba (ora appartenente alla Slovenia) che gli fa attribuire la Croce di S. Giorgio di 3a classe (decorazione dell'Impero Russo che equivale alla nostra medaglia d'argento, e che nel 1992 è stata ripristinata dalla Federazione Russa).
Al fronte aveva portato con sé il materiale indispensabile per disegnare e dipingere. Così rimangono dal fronte alcuni rapidi schizzi di un disertore galiziano (proveniente dalla Galizia, non quella spagnola, ma dal regno di Galizia e Lodomeria, che fu la più grande, la più popolata e la più settentrionale delle province dell'Impero austro-ungarico, con capitale Leopoli, ora città dell'Ucraina) e, quasi come presagio, un piccolo acquerello che ritrae una chiesa di campagna sotto il cielo carico d'acqua, e un cimitero di guerra in primo piano.


Ingrandisce foto "da ponte Lucano"

In una cartolina del 17 maggio 1917 informa la madre che aveva preferito lasciare il comando (dove disegnava carte militari) ed era presso la scuola allievi ufficiali, dei quali si sentiva particolarmente la necessità.
Il 17 agosto scrive alla madre: «. fui molto contento di rivedere il piccolo Alfredo (il fratello, anche lui al fronte) - passai con lui una buona mezza giornata - sta bene e contento. Io sto benone come non sono mai stato .». Soltanto sei giorni dopo, avvenne la tragedia, come riferisce un giornale dell'epoca: «Il 23 agosto 1917, ufficiale di punta della prima ondata sulla Bainsizza e precisamente sul Koblek (Monte Cavallo) alla testa del suo plotone, dopo aver conquistato la trincea nemica, cadeva colpito in fronte da una pallottola .».
Scomparve così per la gloria d'Italia (e alla luce attuale ci domandiamo se sia valsa la pena da tanti lutti e sacrifici) il giovane artista tiburtino, che certamente si era già imposto per l'intensità e l'originalità delle sue esperienze pittoriche, che ci fanno rimpiangere il cammino che avrebbe potuto ancora percorrere in campo artistico, anche per il nome della nostra città, un destino di morte prematura che purtroppo toccò anche all'altro artista tiburtino Luigi Gaudenzi (1905-1930).

Quanti capolavori avrebbero potuto lasciarci, sia detto senza alcuna retorica! L’acquerello che presentiamo è intitolato “da Ponte Lucano”, cm. 17,5 x 24, 1904, intitolato e datato in basso a sinistra “Da ponte Lucano 22 dic. 1904”, firmato in basso a destra “A. Scalpelli Tivoli”. Un acquerello dipinto da Scalpelli a solo sedici anni, perché dobbiamo evidenziare che il pittore Ettore Roesler Franz, che amava Tivoli dove soggiornava quasi la metà dell’anno dapprima in affitto in un piccolo appartamento nei palazzi Todini-Viola (distrutti poi nei bombardamenti del 1944. Ora ci sono le fontane di Piazza Garibaldi) e poi in Casa Carlandi (sulle pendici di monte Ripoli), si era trovato più volte a fianco, già nell’estate del 1902, per lunghe ore in silenzio, mentre dipingeva un ragazzo di quattordici anni, Adolfo Scalpelli. Ettore Roesler Franz, che a dispetto del nome straniero, era romano da più generazioni, fin dal 1873 si aggirava (mentre si accingeva a realizzare la prima serie di Roma sparita) anche nelle vie medievali di Tivoli e nelle sue ville con pennelli, cavalletto e macchina fotografica; nella casa dei Carlandi soggiornò a partire almeno dal 1882 e poi l’acquistò nel 1900. Tra l’altro ricordiamo che Ettore Roesler Franz ottenne la cittadinanza di Tivoli il 6 febbraio 1903.

Ritorniamo all'acquerello che è in vendita al modico prezzo di euro 500,00 da parte dell'Associazione Culturale Artarchivio che ha organizzato la vendita straordinaria di cinquanta opere di importanti protagonisti dell'arte italiana di fine '800 e primi '900. Tutti i lavori sono incorniciati e corredati da certificato di autenticità, e sono presenti altre opere su Tivoli e la valle dell'Aniene. Parte del ricavato della vendita sarà destinato agli interventi della onlus "MMIA medici e maestri in adozione", tra cui l'acquisto di un'Ambulanza 4x4 utile per trasportare in strade molto difficili feriti o malati nel Centro Medico "Padre Pio" di Bangui nella Repubblica Centroafricana, ultimamente al centro di una guerra civile. Speriamo che qualche mecenate tiburtino possa riportare l'opera di Scalpelli nella nostra città, anche se in una collezione privata, e magari mostrarla nel 2017, centenario della morte dell'artista. Andare sul sito: http://www.artarchivio.com/galleria_7.asp.
(maggio 2013)

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