Da esso si può ammirare la turbinosa massa d'acqua che sembra precipitare sulla testa di chi guarda, tra un rombo assordante, e la profondità che raggiungono in basso le onde, tra una nuvola di bianco vapore. Ritornando indietro, e discendendo nella parte centrale del parco, si incontra il canale dello Stipa, utilizzato in passato, durante le alluvioni, come uno dei bracci di sfogo dell'Aniene; quindi troviamo la Grotta di Nettuno e la Grotta delle Sirene, aperte durante lunghi secoli dalle acque dell'Aniene che, con la violenza e la forza corrosero lentamente le rocce, che ancora oggi rivelano all'occhio del visitatore visioni di voragini impressionanti.
Dopo la soprastante Grotta di Nettuno, in parte crollata per un'imponente piena del 1826, si apre quella detta delle Sirene, ricca di stalattiti, nella quale l'acqua vortica in innumerevoli cascatelle. Risalendo il parco dall'altro versante si incontra la galleria Miollis, piccolo tunnel con finestre, scavato nel tartaro dal generale francese Miollis, governatore di Roma nel 1809.
Prima di abbandonare il parco è necessario segnalare che all'imboccatura dei cunicoli, al momento della loro escavazione, furono trovati un sepolcreto dell'epoca imperiale con vari monumenti e lapidi, gli avanzi dell'antico Ponte Valerio e i ruderi dell'acquedotto che convogliava le acque dell'Aniene nella Villa di Manlio Vopisco, console romano nel 14 d.C. Della Villa, assai celebrata nei versi del poeta romano Stazio e nelle "Odi" di Orazio, rimangono solo alcuni ruderi, dai quali tuttavia si può arguire la poderosa magnificenza di quella costruzione accessibile appunto dal parco "Villa Gregoriana".








