Proprio per pregarla meglio avendola più vicina dentro Tivoli "a portata di mano", i contadini ottennero nel lontano 1679 di far in modo che la sacra icona "soggiornasse" nella cattedrale tiburtina proprio nei mesi estivi decisivi per un buon raccolto da cui dipendeva tutto il loro reddito. Attualmente la sacra icona lascia il santuario la mattina presto su una macchina processionale "leggera" in cedro del Libano, trasportata dai boatteri o buttari (conducenti dei buoi) ed accompagnata dai frati cappuccini e dai fedeli. La confraternita dei buttari riconosce come patrono S.Isidoro, l'agricoltore che, arando il suo podere, avrebbe trovato la tavola raffigurante la Vergine di Quintiliolo, forse interrata per essere sottratta ai barbari iconoclasti (distruttori delle immagini sacre). Arriva poi all'Arco trionfale, situato non lontano dall'ingresso della Villa Gregoriana, accolta dal tradizionale sparo di maggio sul Monte Catillo annunciante alla popolazione il Suo arrivo. Qui ad attenderla è anche il Parroco della Cattedrale che deve prenderLa in consegna dai Frati Cappuccini.
L'arco, in origine costruito in cemento nel 1921 e poi rivestito con la pietra locale, il travertino, nel 1955 per il secondo centenario dell'incoronazione (8 giugno 1755), accoglie l'icona che viene traslata su un'altra macchina processionale del Settecento. Quest'ultima, restaurata negli ultimi anni è chiaramente molto più imponente e quindi più pesante. Con essa la Madonna fa il suo ingresso trionfale nella città di Tivoli.
Molto bello è il manto, progettato dai fratelli Marinucci,
ricamato in oro fino dall'artigianato sacro di Roma, realizzato
nel 1976 dalla tiburtina Margherita Fantini Benedetti e finanziato
da alcuni devoti tiburtini.
Questo manto ha sostituito quello più antico del 1887
chiaramente deteriorato e conservato attualmente nel Duomo.
La parte frontale della macchina processionale è costituita
da un baldacchino con ai lati due colonne terminanti con fiaccole
mentre nella parte superiore due angeli librati in volo reggono
una bellissima corona, sovrastata dal globo crucigero. In
basso sono raffigurati due angeli che sembrano invitare ad
adorare la Vergine che è collocata in una raggiera,
contornata da nuvole argentee tra cui spuntano visini angelici.
Viene quindi celebrata una solenne messa a cui partecipano
tutte le autorità ecclesiastiche e laiche nonché
i fedeli; per sopperire all'enorme affluenza ultimamente il
rito viene svolto nel vicino Piazzale Massimo dopo di che
si forma il corteo processionale che, passando per via Domenico
Giuliani sull'infiorata organizzata dalla contrada Via Maggiore,
sosta davanti all'ospedale per confortare i malati, attraversa
la città giungendo alla Cattedrale tra applausi e commozione
unanime. Il ritorno della Madonna al Suo santuario avviene
tradizionalmente sempre la mattina presto della prima domenica
di agosto, in forma meno solenne ma non per questo meno emozionante:
secondo la tradizione i buttari, che trasportano la macchina
processionale, camminano in fretta poiché la Vergine
vuole tornare "a casa Sua" quanto prima.





