
Ponte Lupo
Il
Ponte delle Mole (o degli Arci), il Ponte S.Pietro ed il Ponte
S.Antonio, numerosi resti di acquedotti imperiali e di ville
romane si trovano in luoghi isolati del territorio di San
Gregorio. Anche se purtroppo privi di segnaletica turistica,
sono storicamente molto importanti in quanto l'acquedotto
dell'Anio Vetus nonché il Ponte Lupo ed il Ponte di S.Antonio
facevano sì che la gente potesse utilizzarli anche
come via di comunicazione tra il territorio dell'antica Tibur
e quello dell'antica Praeneste.
In questa pagina diamo delle sommarie indicazioni su come
arrivarci sapendo che la visita non deluderà il turista
che sarà affascinato, oltre che dai reperti archeologici,
anche dalla lussureggiante flora locale e dalla fauna altamente
interessante per la presenza dell'airone e del picchio.

Ponte di S.Pietro - E.R.Franz
Occorre per prima cosa individuare
la Strada di Gericomio (il che è molto facile in
quanto essa scende dal paese verso la via Polense). Sulla
destra ad un certo punto appare evidente una strada realizzata
in cemento per alcuni metri, la si imbocca a piedi ed
all'improvviso il cemento lascia il posto ad una antica
strada romana: "la selciatella".
Transitando per il fondo di una lussureggiante vallata si
giunge poco dopo ad ammirare i resti dell'antica mola seminascosta
dall'erbacce e dalla vegetazione spontanea. Riprendendo il
cammino si arriva finalmente (dopo 800-900 m.) a contemplare
il ponte più lungo del circondario. Si tratta del vecchio
Ponte della Mola (detto anche Ponte degli Arci), restaurato
circa 25 anni fa dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio
e bellissimo per la sua impotenza malgrado alcune arcate siano
andate perdute nel 1964.

Ponte della Mola
Detto
Ponte, parte integrante dell'antico acquedotto romano
dell'Anio Vetus (Aniene Vecchio), è costituito
da un doppio ordine di arcate (otto sono quelle rimaste)
e fu fonte di ispirazione di numerosi pittori fra cui
Ettore
R. Franz.
L'Anio Vetus fu costruito dal censore
Curio Dentato e in ordine di tempo fu il secondo che Roma
ebbe (il primo fu costruito da Appio Claudio alla fine del
IV sec. a.C. e portava l'acqua dal territorio di Palestrina).
Oltrepassato il monumento si prosegue per alcune centinaia
di metri fino ad imbettersi sulla destra in un sentiero; percorrendolo
si arriva ad ammirare un'altra "chicca" che il mondo
romano ci ha lasciato: il Ponte di S.Pietro imponente per
il fatto che la sua unica arcata misura ben sedici metri di
ampiezza. Sull'altro versante del colle Faustiniano si trova
il ponte di Sant'Antonio, così chiamato per un'immagine
del Santo. Si possono poi visitare i resti della torre di
quel che fu il Castello Faustiniano, che si ergono maestosi
non appena inizia la salita del colle.