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I "Giglietti"

I "giglietti" sono biscotti di farina, uovo e zucchero che prendono nome dalla forma in cui vengono cotti. Si tratta di un prestito, niente meno che della gastronomia parigina, importato dai cuochi dei Barberini alla fine del '600, quando, dopo la morte di Urbano VIII, i principi ripararono alla corte di Luigi XIV. La figura a giglio si ispira infatti allo stemma dei Borbone, casata del Re Sole. Dopo la morte di Urbano VIII avvenuta nel 1644 si scatenò la tempesta contro i Barberini, accusati di aver male amministrato il denaro della Camera Apostolica.


Giglietti giganti

I principi ottennero la protezione della Francia, lasciarono Roma e si recarono a Parigi portando con loro uno stuolo di segretari, paggi, cappellani, cuochi e pasticceri.Questi ultimi familiarizzarono ben presto con i colleghi francesi e iniziarono a scambiarsi delle ricette. Una fra tutte accese la fantasia dei cuochi dei Barberini: quel dolce a forma di giglio fatto di sola farina, zucchero e uova.

Tornati a casa, usando gli stessi ingredienti, i pasticceri del principe vollero provare a comporre le api dei Barberini l'esperimento non sortì lo stesso effetto e seguitarono a fare il giglio, anche e sopratutto per ricordare il soggiorno in terra straniera. Da allora i "giglietti" sono entrati a far parte del patrimonio gastronomico della città di Palestrina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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