Patrocinio Comune di Tivoli
Con il patrocinio del Comune di Tivoli, Assessorato al Turismo
Assessorato al Turismo

Chiesa di San Michele Arcangelo

Sembra che anticamente qui fosse situato un tempio pagano contornato da un piccolo cimitero. Come di consuetudine il luogo di culto pagano fu trasformato in luogo di culto cristiano. E' sicuro comunque che durante l'Umanesimo qui era collocata una chiesa; se ne parla in una bolla pontificia di Paolo II. E' certo che fu poi un montecellese (un certo Marco Valenti) ad edificare nel 1675 un luogo di culto, dedicato all'Arcangelo Michele, sui suoi terreni situati proprio su Monte Albano. Nel 1698 fu deciso di fondarvi addirittura un convento dei Frati Minori Osservanti. Tale costruzione fu realizzata nel 1702 ed ampliata di lì a poco grazie al benestare del vescovo di Tivoli, Antonio Fonseca. Successivamente nel 1724 si dette inizio ai lavori per la costruenda chiesa che terminarono nel 1740. A dirigerli fu preposto Padre Casimiro da Roma; il progetto invece fu dell'architetto- costruttore Benedetto Innocenti Alfieri (Roma 1700- Torino 1767). Tale progettista era molto conosciuto a Roma ed apprezzato anche in Piemonte ove lavorò per realizzare il Palazzo Reale di Alessandria. Vari sono i teatri da lui edificati.

Chiesa di San Michele Arcangelo
Ingrandisce foto Chiesa di San Michele Arcangelo

Esternamente la chiesa non è sontuosa: la facciata si presenta scandita orizzontalmente in due ordini mentre verticalmente appare tripartita. La parte centrale, ove si apre il grande unico portale nella parte bassa e un grande finestrone in alto, appare, anche se di poco, aggettante rispetto alle due poste lateralmente. Qui uniche aperture sono due piccole finestre ellittiche.

Lesene e cornici modanate sono gli unici vezzi di questa facciata estremamente semplice e lineare che nel secondo ordine presenta lateralmente due volute realizzate in muratura mentre la parte centrale, in cui fa bella mostra l'accennato finestrone, ha come finitura un frontone triangolare recante una piccola finestra ellittica. A movimentare la facciata contribuiscono inoltre l'architrave dell'unico portale e il timpano ad arco, recante al centro un conchiglione, situato al di sopra dell'accennato unico finestrone.
Varcando la soglia, il visitatore viene accolto all'interno da un ambiente non molto grande: una sola navata che presenta su ciascun lato due cappelle. Interessante è il presbiterio separato dalla navata antistante da una recinzione di colonnine e pilastri di marmo. Ai lati dell'altare maggiore si aprono due porte che immettono nella zona retrostante l' altare ove è situato il coro ligneo del 1769. Fu Pietro Paolo da Genzano nel 1876 ad apportare migliorie all'altare maggiore in cui si evidenziano decorazioni di stucchi (volti di cherubini) e di marmo; bello il quadro sovrastante che naturalmente raffigura San Michele Arcangelo a cui la chiesa è dedicata.

Chiesa di S.Michele Arcangelo a Montecelio
Chiesa di San Michele Arcangelo

A realizzarlo fu Giovan Battista da Roma (è una copia di un dipinto di Guido Reni); dal 1740 tale opera fa bella mostra di sé impreziosendo l'altare maggiore.
Lo spazio retrostante l'altare ha una pianta quadrata; sulla parete opposta (a quella in cui è poggiato di spalle l'altare maggiore) si aprono nella parte bassa due finestroni (individuabili dalla navata poché si aprono a destra e a sinistra della predetta tela) e nella parte alta un solo finestrone situato al centro della grande lunetta. La zona presbiteriale ha una copertura a crociera; la navata invece presenta la volta a botte con vele ubicate sulle finestre. Impreziosiscono l'interno fitte decorazioni pittoriche. Chiaramente sarebbe troppo lungo descriverle dettagliatamente per cui ne diamo solo qualche cenno. Sulla volta grandeggia una tempera sul muro databile 1888 di Michelangelo Cianti; ritrae la Gloria della Vergine e Santi. Sempre dello stesso artista sono nella controfacciata Mosé e Re David, il Peccato originale nel retrocoro, la Colomba dello Spirito Santo nel sottarco tra presbiterio e navata, gli splendidi lavori del presbiterio (Dio Padre e l'Arcangelo Michele, gli Evangelisti, la creazione di Adamo e Eva nonché la loro cacciata dall'Eden), la tempera del retrocoro che ritrae papa Innocenzo III mentre approva la Regola francescana. Sue sono anche le tempere delle cappelle.

Nei dintorni


Approfondimenti