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Chiesa conventuale di San Michele Arcangelo

L'antico insediamento urbano di Monticelli e la chiesa di S.Michele Arangelo, con il convento sorgono su due piccoli monti accostati l’uno all’altro, come le gobbe di un cammello. Su uno si estende il paese, sull’altro, detto Monte Albano, il complesso religioso.
Sembra che anticamente, proprio sulla cima del Monte Albano, fosse situato un tempio pagano contornato da un piccolo cimitero. Come di consuetudine il luogo di culto pagano fu trasformato in luogo di culto cristiano. È sicuro comunque che già in pieno Umanesimo qui era collocata una chiesa di cui si parla in una bolla pontificia di Paolo II (1417 – 1471).
Fu il montecellese Marco Valenti a donare ai Frati Minori Osservanti i propri terreni, situati proprio su Monte Albano, con annessa una villa ed una piccola chiesa ( "larga palmi 18, e lunga 48") risalente al 1675 e dedicata all'Arcangelo Michele.

Chiesa di San Michele Arcangelo
Ingrandisce foto Chiesa di San Michele Arcangelo

Nel 1698 i Frati Minori Osservanti decisero di ristrutturare ed ampliare il villino per edificarvi un convento che fu realizzato pochi anni dopo, nel 1702. I lavori di ampliamento però proseguirono negli anni successivi, grazie al benestare del vescovo di Tivoli, Antonio Fonseca, con la costruzione di altri tre lati di dormitorio e il completamento del muro di clausura nel quale vennero inserite le stazioni della Via Crucis.
Il convento, secondo il classico schema francescano, ha un piano terreno a volta, costituito dal chiostro ad arcate con pozzo al centro e cisterna sottostante. Da esso si accede alle stanze di servizio, al refettorio e alla sala capitolare; le celle dei frati e la stanza del Superiore erano al primo piano.

Successivamente nel 1724, visto che l'antica chiesa non era più sufficiente per l'esercizio delle funzioni e per accogliere i fedeli, si dette inizio ai lavori per la costruenda chiesa che terminarono nel 1740. A dirigerli fu preposto Padre Casimiro da Roma; il progetto invece, secondo il Piccolini, fu affidato all'architetto-costruttore Benedetto Innocenti Alfieri (Roma 1700- Torino 1767). Tale progettista era molto conosciuto a Roma ed apprezzato anche in Piemonte ove lavorò per realizzare il Palazzo Reale di Alessandria. Vari sono i teatri da lui edificati.
Esternamente la chiesa non è sontuosa: la facciata, in stile neo barocco, si presenta scandita orizzontalmente in due ordini mentre verticalmente appare tripartita. La parte centrale, ove si apre il grande unico portale nella parte bassa e un grande finestrone in alto, appare, anche se di poco, aggettante rispetto alle due poste lateralmente. Qui uniche aperture sono due piccole finestre ellittiche.
Lesene e cornici modanate sono gli unici vezzi di questa facciata estremamente semplice e lineare che nel secondo ordine presenta lateralmente due volute realizzate in muratura mentre la parte centrale, in cui fa bella mostra l'accennato finestrone, ha come finitura un frontone triangolare recante una piccola finestra ellittica. A movimentare la facciata contribuiscono inoltre l'architrave dell'unico portale e il timpano ad arco, recante al centro un conchiglione, situato al di sopra dell'accennato unico finestrone.Il campanile sorge sul lato sinistro.

Chiesa di S.Michele Arcangelo a Montecelio
Chiesa di San Michele Arcangelo

Varcando la soglia, il visitatore viene accolto all'interno da un ambiente non molto grande: una sola navata che presenta su ciascun lato due cappelle. Interessante è il presbiterio separato dalla navata antistante da una recinzione di colonnine e pilastri di marmo. Ai lati dell'altare maggiore si aprono due porte che immettono nella zona retrostante l' altare ove è situato il coro ligneo del 1769. Fu Pietro Paolo da Genzano nel 1876 ad apportare migliorie all'altare maggiore in cui si evidenziano decorazioni di stucchi (volti di cherubini) e di marmo; bello il quadro sovrastante che naturalmente raffigura San Michele Arcangelo a cui la chiesa è dedicata.

A realizzarlo fu Giovan Battista da Roma (è una copia di un dipinto di Guido Reni, conservato nella chiesa dei Cappuccini in via Veneto a Roma); dal 1740 tale opera fa bella mostra di sé impreziosendo l'altare maggiore.
Lo spazio retrostante l'altare ha una pianta quadrata; sulla parete opposta (a quella in cui è poggiato di spalle l'altare maggiore) si aprono nella parte bassa due finestroni (individuabili dalla navata poché si aprono a destra e a sinistra della predetta tela) e nella parte alta un solo finestrone situato al centro della grande lunetta. La zona presbiteriale ha una copertura a crociera; la navata invece presenta la volta a botte con vele ubicate sulle finestre. Impreziosiscono l'interno fitte decorazioni pittoriche. Chiaramente sarebbe troppo lungo descriverle dettagliatamente per cui ne diamo solo qualche cenno. Sulla volta grandeggia una tempera sul muro databile 1888 di Michelangelo Cianti; ritrae la Gloria della Vergine e Santi. Sempre dello stesso artista sono nella controfacciata Mosé e Re David, il Peccato originale nel retrocoro, la Colomba dello Spirito Santo nel sottarco tra presbiterio e navata, gli splendidi lavori del presbiterio (Dio Padre e l'Arcangelo Michele, gli Evangelisti, la creazione di Adamo e Eva nonché la loro cacciata dall'Eden), la tempera del retrocoro che ritrae papa Innocenzo III mentre approva la Regola francescana. Sue sono anche le tempere delle cappelle.

Dopo un lungo periodo di abbandono, a partire dal 1979, iniziarono i lavori di restauro dell'intero complesso di S. Michele che solo da pochi anni ne hanno permesso il recupero.
Nell’ex Convento sono oggi situati il Museo Archeologico dedicato a Rodolfo Lanciani e la ricca Biblioteca dotata di 5.354 volumi.

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