Tivoli ed il 26 maggio 1944

Un bombardamento aereo martirizzò Tivoli la mattina del 26 maggio 1944 alle ore 9,45 prima e quindici-trenta minuti dopo; in quell’arco di tempo sotto le macerie rimasero sepolti tanti tiburtini compresi i soccorritori accorsi per apportare aiuto alle vittime del primo raid dei quadrimotori B-24 Liberators decollati da Galatina.
Tivoli, che in precedenza solo raramente aveva visto incursioni aeree di bombardieri bimotori B-25 e B-26, fu ridotta in pochi istanti ad un cumulo di macerie. Tra i molti edifici civili distrutti o danneggiati la città perse uno dei suoi gioielli artistici: la Chiesa di S.Sinforosa (o Chiesa del Gesù) edificata nel 1587 per interessamento del card. Contarelli affinché i Tiburtini avessero un luogo di culto dedicato alla Santa loro concittadina, martirizzata da Adriano perché, secondo gli oracoli, era lei la responsabile dello sdegno degli dei che, contrariati, si opponevano all’inaugurazione della Villa imperiale omonima.

Bombardamenti del 26 maggio del 1944
Ingrandisce foto Via Maggiore -Foto: A.Placidi

Il raid aereo disintegrò la chiesa di San Filippo insieme ad alcuni edifici limitrofi; furono danneggiate gravemente l’antica chiesa di San Pietro alla Carità, quella di San Biagio. Furono distrutte quelle di Villa Adriana e di San Giorgio; buona parte dello stabilimento della Pirelli fu raso al suolo. Tivoli, che non ospitava obiettivi militari, fu bombardata per la sua posizione geografica.

Davanti all’avanzata alleata (che aveva superato lo stallo di sette mesi a Cassino ed aveva fatto lo sbarco ad Anzio) l’esercito tedesco si stava ritirando; era quindi necessario tagliargli la strada distruggendo le strade, i ponti, le ferrovie e ogni via di comunicazione. Secondo gli Usa poi era indispensabile sventare il presunto proposito tedesco di riorganizzarsi lungo una ipotetica linea tirata tra Tivoli e la vicina Frascati. Il bombardamento del 26 maggio che colpì Tivoli fu un errore degli alleati perché i tedeschi non ventilavano un simile progetto e perché non colpirono snodi stradali importanti. Fu invece bombardata tutta una parte della città non interessata da importanti vie di comunicazione. Fu raso al suolo quasi il 40% delle abitazioni civili e fu colpito persino l’ ospedale militare sito nel Convitto Nazionale “A.di Savoia”.

Bombardamenti del 26 maggio del 1944
Ingrandisce foto Bombardamenti del 26 maggio '44
- Foto: A.Placidi

Famiglie intere abbandonarono le proprie case per rifugiarsi nelle campagne e paesi limitrofi, nelle gallerie ferroviarie, nelle grotte di Villa Gregoriana ed in quelle limitrofe al Santuario della dea Bona. Le stesse cartiere tiburtine si aprirono per alloggiare chi non aveva più casa.

Poi gli sciacalli si abbatterono sulle poche cose lasciate nelle case vuote o, frugando tra le macerie, rubarono ai cadaveri (che trovavano lì sepolti) i pochi ori che indossavano. Occorre poi ricordare un fatto abbastanza significativo per capire la preoccupazione e l’angoscia di quei giorni. A Tivoli, durante gli ultimi giorni dell’occupazione nazista, si nutrirono forti timori che il quadro di Jacopo Torriti in cui è ritratta la Madonna delle Grazie, situato sull’altare maggiore della chiesa di S.Maria Maggiore, fosse portato via dai tedeschi. Infatti due ufficiali ariani da tempo si erano dimostrati troppo interessati all’opera. Il quadro era quindi in pericolo soprattutto perché, avvicinandosi gli Alleati, i tedeschi avevano incrementato la loro tendenza a fare razzie di opere d’arte.

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