Villa Adriana, una storia mai finita

Esposti i ritrovamenti più recenti della residenza dell'imperatore

Dal 01-04-2010 al 01-11-2010 a Villa Adriana, Antiquarium del Canopo , Tivoli (RM)


La Sfinge

Dal 1° aprile al 1° novembre Villa Adriana rivivrà i fasti imperiali grazie a un evento senza eguali, il ritorno fra le eleganti architetture di questa città fuori città delle più importanti sculture antiche, scavate a più riprese nell’area della Villa e finite nei secoli ad arricchire i maggiori musei italiani ed europei. Il capolavoro in mostra sarà senza dubbio il celebre Fauno ebbro in marmo rosso rinvenuto nel 1736 e diventato fulcro del Museo Capitolino dopo il sapiente restauro di Bianchi e Cavaceppi, destando da subito l’ammirazione dei visitatori. Proprio questa scultura di matrice ellenistica sarà l’emblema dell’iniziativa. Negli spazi musealizzati dell’Antiquarium del Canopo si potranno ammirare inoltre sculture raffinatissime come un bel cratere con gru e serpenti e una serie di ritratti (Marco Aurelio filosofo e Crispina dalla meravigliosa acconciatura) dal Museo Nazionale Romano che con i busti e le teste prestate dai Musei Vaticani (Antinoo, Alessandro Severo, …) permettono di ricostruire una galleria degli imperatori.

Ad altre sale è destinato l’approfondimento su temi che sono stati oggetto di recenti studi forieri di interessanti novità che in questa sede vengono per la prima volta presentate al grande pubblico. La documentazione sui preziosi pavimenti e pareti in tarsie marmoree (sectilia) e sui raffinatissimi apparati musivi dialoga, grazie alle moderne tecnologie presenti nell’allestimento e agli apparati didascalici, con le attestazioni rimaste in situ o disperse nei musei: famosissimi il Mosaico delle colombe del Museo Capitolino e gli emblemata del Gabinetto delle Maschere e della Sala degli Animali del Museo Pio Clementino, inamovibili perché diventati parte integrante degli ambienti storicizzati che li custodiscono.


Il Fauno ebbro

Una pagina affascinante della mostra è il rapporto, ormai ben delineato, tra Adriano e l’Egitto: ai già significativi reperti di Villa Adriana se ne aggiungono dei nuovi appena scoperti o ricostruiti; dalle collezioni egizie dei Musei Capitolini arriva inoltre il bel cratere in granito con protomi leonine e scene egittizzanti, mentre dai Musei Vaticani ritorna un busto di Antinoo ad evocare in questo ambito l’importante presenza del favorito dell’imperatore.
Per la prima volta presenti i caratteristici fregi figurati dal Mueso Nazionale Romano in Palazzo Massimo e quello proveniente dal Teatro Marittimo al British Museum di Londra – che rivelano la varietà e la ricchezza della decorazione architettonica di Villa Adriana.

La mostra scaturisce da un meditato progetto scientifico a cura della soprintendente Marina Sapelli Ragni con la collaborazione della professoressa Francesca Ghedini e dell’architetto Mario Lolli Ghetti, già direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, e di tutti gli studiosi che in questi anni hanno compiuto ricerche archeologiche a e su Villa Adriana, in primo luogo di quanti hanno operato ed operano nella Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.

Questa città ideale, sogno immanente di un imperatore architetto, dal Seicento ha sempre esercitato un fascino straordinario su artisti, architetti, urbanisti: lo dimostra la bella serie di piante antiquarie esposte efficacemente intorno al plastico della Villa. Ne rende conto, come degli altri argomenti suddetti e di molto altro ancora, l’ampio catalogo edito da Electa che, grazie a molti contributi affidati ai maggiori specialisti italiani e stranieri, vuole costituire un esauriente stato dell’arte di venti anni di studi, sunteggiati da un interprete d’eccezione: Andrea Carandini, comprendendo però anche le novità delle ricerche in corso che aprono nuove prospettive di indagine per il futuro.

L’imperatore Adriano impiegò molti anni a realizzare la sua residenza ai piedi dei colli Tiburtini, nell'odierno comune di Tivoli. Voleva una villa che racchiudesse il mondo.

Più viaggiava e conosceva luoghi, più aggiungeva edifici, padiglioni, paesaggi. Fu per lui un lavoro continuo, fino al giorno della sua morte, nel 138 dopo Cristo. Secoli dopo, più o meno dal 500 in poi, infaticabili furono i cavatori di tesori che, scavando, scoprirono statue, mosaici e decori, portandoli via dalla villa per arricchire le corti di tutta Europa.

Oggi, è infaticabile, invece, la ricerca che porta alla luce altri luoghi della villa e altre statue, e rivela sempre nuove e sconosciute arditezze dell'imperatore.

Costo del biglietto: 10 euro; Riduzioni: 6.75 euro

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