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I giochi dei bambini

Quanto ai giochi dei bambini essi erano diversi a seconda se erano ricchi o poveri. Per quest'ultimi le bambole erano di pezza, di legno o di terracotta mentre le canne o i bastoni illusoriamente venivano cavalcati come se fossero cavalli. I bambini ricchi avevano a disposizione balocchi costosi: carrozze in miniatura e cavalli di coccio montati su ruote e trainati per mezzo di lacci di cuoio per farli correre come le bighe.


Ingrandisce foto Bambola romana

Le bambine giocavano con bambole snodabili che conservavano fino alle nozze. Spesso queste bambole avevano persino dei minigioielli alle caviglie, ai polsi ed al collo non che "corredini" vari. I più grandi giocavano a nascondino, a mosca cieca (che allora si chiamava "mosca di rame"); si divertivano sull'altalena o con la trottola (turbo), con la corda, con il cerchio (orbis, trochus) ornato talvolta da piccoli campanellini, che veniva fatto girare con un bastoncino (clavus).

Si giocava a palla; con la follis (una palla leggera gonfia d'aria di cuoio diversa da quella più pesante usata dagli adulti): ci si divertiva a farla rimbalzare per terra; il tritone era un gioco a tre giocatori, una specie di pallamano.
L'età della fanciullezza era detta "età delle noci" (nuces relinquere= abbandonare le noci, era il detto per indicare il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza) perché molti giochi erano fatti con questo frutto. Il più diffuso era un gioco di destrezza: bisognava far crollare, stando ad una distanza definita, un mucchietto di noci. Un altro prevedeva di centrare con una noce la bocca di un recipiente.

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