"Tivoli: Tobias and the Angel" di Joseph Mallord William Turner

a cura di Roberto Borgia

Joseph Mallord William Turner (1775-1851), fu pittore di paesaggi inglese, primo pittore romantico inglese e certamente il più originale fra gli artisti paesaggisti inglesi; si può dire che il suo stile abbia posto le basi per la nascita dell’Impressionismo. Nonostante ai suoi tempi fosse visto come una figura controversa, attualmente è considerato l’artista che ha elevato l'arte della pittura paesaggistica ad un livello tale da poter competere con la maggiormente considerata pittura storica. Anche se è diventato famoso per le sue opere ad olio, Turner è anche stato uno dei più grandi maestri britannici nella realizzazione di paesaggi all’acquerello. E' conosciuto con il soprannome di Il pittore della luce. Nacque a Londra, a Maiden Lane nel Covent Garden. Suo padre, William Gay Turner era un barbiere e fabbricante di parrucche. La madre, Mary Marshall, con il passar del tempo diede sempre più evidenti segni di squilibrio mentale, forse in parte aggravato dalla morte precoce della sorella minore di Turner, Helen, avvenuta nel 1786. Morì nel 1804, dopo essere stata ricoverata in un manicomio a partire dal 1799.


Ingrandisce foto Tivoli: Tobias and the Angel

Un importante aiuto per il suo lavoro venne a Turner da Walter Fawkes, di Farnley Hall nei pressi di Otley nello Yorkshire, che diventò un suo intimo amico. Turner si era recato ad Otley una prima volta nel 1797, all'età di 22 anni, quando gli era stata affidata la realizzazione di alcuni acquerelli che ritraessero il paesaggio locale. Otley e i suoi dintorni gli piacquero così tanto che vi ritornò svariate volte. Si pensa che il tempestoso sfondo di Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi sia stato ispirato da una tempesta abbattutasi sui rilievi chiamati Le Chevin, mentre l’artista si trovava a Farnley Hall. Turner fu spesso ospite di George O’Brien Wyndham, terzo Conte di Egremont, a Petworth House nel West Sussex e lì dipinse scene tratte dai campi attorno alla residenza e della campagna del Sussex, tra cui una veduta del canale di Chichester, la cui realizzazione era stata promossa da Wyndham. Effettivamente Petworth House è presente in un buon numero dei suoi dipinti.

Con il passar del tempo Turner diventò via via più eccentrico. Aveva pochissimi amici e la persona che frequentava di più era suo padre, che visse con lui per trent'anni, aiutandolo anche nel suo studio come assistente. La morte del padre, nel 1829, fu per lui un colpo durissimo e come conseguenza finì anche per soffrire di periodi di depressione. Non si sposò mai, anche se mise al mondo due figlie con Sarah Danby, una nel 1801 e l'altra nel 1811. Morì in casa della sua amante Sophia Caroline Booth a Cheyne Walk, Chelsea, il 19 dicembre 1851. Per sua volontà fu sepolto nella Cattedrale di Saint Paul, dove tuttora riposa accanto a Sir Joshua Reynolds. La sua ultima esposizione alla Royal Academy era avvenuta nell'anno precedente. L’architetto Philip Hardwick, amico di Turner e figlio del suo insegnante, Thomas Hardwick, si occupò di organizzare i funerali e, per avvisarli, scrisse a tutti coloro che lo conoscevano “I must inform you, we have lost him” (“Devo comunicarvi che l’abbiamo perso”). Il talento di Turner fu apprezzato molto presto. La raggiunta indipendenza economica gli permise di dedicarsi liberamente al suo stile innovativo: le sue opere del periodo della maturità sono caratterizzate da un'ampia varietà cromatica e da una suggestiva tecnica di stesura del colore. Secondo quanto scritto da David Piper nella sua “The Illustrated History of Art”, i suoi ultimi lavori venivano definiti come “fantastici enigmi”. In questi soggetti italiani predomina il colore giallo che rende magnificamente la sensazione di trovarsi immersi nella natura mediterranea dove il sole sembra non diminuire mai il suo calore: sembra di sentire i caldi raggi che avvolgono e illuminano il paesaggio e si viene trasportati per magia in questi scenari tranquilli e senza tempo. L’effetto è quello di un mondo ideale, pacifico, nel quale ognuno vorrebbe entrare per non doverne più uscire.

In particolar modo, nella seconda visita all’Italia, Turner sviluppa la sua gamma cromatica sperimentando soprattutto le varie sfumature del giallo che rendono infuocate le sue tele. Al ritorno dalla penisola schiarisce la sua tavolozza cercando di rendere la brillantezza della luce attraverso sovrapposizioni di bianchi e tonalità affini, dal giallo dorato all’arancio tendente al seppia, che si notano anche in questo “Tivoli: Tobias and the Angel”, olio su tela, cm. 90,5 x 121, circa 1835, Tate Britain, Millbank a Londra (la più grande collezione d’arte britannica del mondo), dove il pittore unisce un episodio biblico con il ricordo di un paesaggio italiano, quello della nostra città. Gli effetti di colore sono stemperati dalla predominanza del verde in primo piano, effettivamente il lavoro, come molti in quegli anni (in particolare della tela “The Arc of Constantine: Rome”), non sembra completato e pur se la composizione è simmetrica come quelle prese da Lorrain, l’atmosfera di Turner, già impressionista, è sospesa creando un enorme fascino e ponendo in un paesaggio non solo ideale, ma divino, l’episodio biblico, iniziando la strada a quelli che, come dicevamo prima, saranno “fantastici enigmi”.

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