"Villa d’Este. Tivoli. Elevational Section" di Michael Rapuano

a cura di Roberto Borgia

Studente di architettura del paesaggio alla Cornell University, Michael Rapuano (1904-1975) ricevette il Premio di Roma (Rome Prize, da non confondere con quello dell'Accademia di Francia) nel 1927, dopo aver conseguito la laurea. Trascorse tre anni all'American Academy a Roma come borsista in architettura del paesaggio (1927-1930).
Iniziò la sua carriera presso la Westchester County Park Commission, entrando contemporaneamente nello studio privato al servizio di ricchi clienti a New York e nel New Jersey. Nel 1933 completò i suoi studi lavorando presso Madigan-Hyland, Ingegneri e lo studio di architettura del paesaggio di Gilmore D. Clarke. Rapuano formò una partnership proprio con Clarke nel 1939 e il loro studio, Clarke & Rapuano, firmò un vasto numero di progetti di architettura del paesaggio, pianificazione di città e campus e progetti di trasporto negli Stati Uniti e all'estero.
Rapuano divenne un esperto di progettazione autostradale e i suoi progetti inclusero parti del Bronx River Parkway, Henry Hudson Parkway e Garden State Parkway. Questa esperienza fu ulteriormente dimostrata dalla sua partecipazione alla preparazione del rapporto The Freeway in the City per il Dipartimento Federale dei trasporti nel 1968. Altri progetti di New York City inclusero la progettazione del paesaggio della sede delle Nazioni Unite e del Central Park a Manhattan e dell'Orchard Beach nel Bronx. Completò anche progetti nel Tennessee, in Pennsylvania e nell'Ohio. Partecipò anche alla progettazione del Cimitero militare americano della seconda guerra mondiale a Firenze. Rapuano era fiduciario e fu presidente dell'American Academy a Roma dal 1958 al 1968 e membro della American Society of Landscape Architects.


Ingrandisce foto Villa d’Este - Tivoli
Elevational Section

Il nitido disegno “Villa d’Este. Tivoli. Elevational Section”, che qui presentiamo in versione color seppia, è tratto dal corpus dei disegni dei borsisti dell'Accademia e proprio da una relazione sull’attività dell’Accademia stessa apprendiamo dell’incarico affidato nello stesso periodo all’architetto paesaggista per i restauri del giardino segreto di Villa d’Este; a testimonianza di una collaborazione che, particolarmente consolidata nel settore archeologico, si estese anche a quello dei giardini storici, al di là di ogni considerazione politica. È Evidente, da questo breve cenno, l’importanza che rivestì la nostra città con le due ville (oltre Villa d'Este, anche Villa Adriana), abbondantemente riprodotte dai borsisti: l’unico rammarico – che qui è doveroso sottolineare – che questa riproduzione, insieme a tante altre del corpus, sia in bianco e nero: questo perché i disegni – che pure erano per la maggior parte acquerellati – fecero ritorno in America insieme ai loro autori e lì sono andati dispersi, o sono rimasti di proprietà degli eredi o sono stati acquisiti dalle Università o da altre Istituzioni. In Italia sono rimaste le lastre (talvolta i negativi) dell’epoca e addirittura, per alcuni, solo le riproduzioni fotografiche.

Un cenno doveroso merita naturalmente l'American Academy in Rome, fondata nel 1894, il più antico centro americano per gli studi indipendenti e la ricerca avanzata nel campo delle arti e degli studi umanistici oltreoceano. È, tra le accademie nazionali, l’unica istituzione non profit finanziata da privati. Oltre al Rome Prize e alle borse di studio italiane, l’Accademia invita un selezionato gruppo di professionisti in residenza, borsisti affiliati e artisti e accademici ospiti per lavorare insieme in questa eccezionale comunità romana. I vincitori del Rome Prize sono selezionati annualmente da giurie indipendenti formate da artisti riconosciuti internazionalmente e accademici di fama attraverso una competizione nazionale.
Le undici discipline supportate dall’Accademia sono: Letteratura, Composizione musicale, Arti visive, Architettura, Architettura del paesaggio, Design e Conservazione e restauro dei beni storico-artistici, insieme a Studi classici, medievali, sul Rinascimento e sulla prima età moderna, e sull’Italia moderna.

Le domande ricevute dai 44 stati federali e da Washington DC, nel 2018/2019 sono state 928. L’età dei vincitori va dai 27 ai 56 anni. Ogni artista e ricercatore riceve una rendita, uno studio per realizzare il proprio lavoro e vitto e alloggio per un periodo da cinque mesi a due anni negli spazi dell’Accademia a Roma. Oltre ai 29 vincitori del Rome Prize, l’Accademia ha annunciato (il 12 aprile 2018) i vincitori delle 7 borse di studio italiane, attraverso cui artisti e ricercatori italiani vivono e lavorano all’interno della comunità dell’Accademia, dedicandosi ai propri progetti in un ambiente collaborativo e interdisciplinare con i loro colleghi americani. I borsisti italiani sono selezionati attraverso una giuria nazionale e sono sostenuti grazie al supporto di importanti partner dell’American Academy.

(gennaio 2020)

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