Un turista dell'800 a Villa Gregoriana: Fabio Gori

Nel "Viaggio pittorico-antiquario da Roma a Tivoli e Subiaco sino alla famosa grotta di Collepardo" descritto per la prima volta da Fabio Gori, alcune pagine, che vogliamo riportare essendo quanto mai efficaci nell'esprimere il fascino di tale luogo, illustrano come apparve questa zona di Tivoli all'autore.
"Al nord sporge il tempio rotondo di Vesta, elevasi a punta il Monte della Croce, e folti querceti rosseggiano. Ma non troppo tardi noi siam giunti, o Viaggiatore, per assistere al sublime spettacolo che sotto il vecchio Ponte Valerio ebbe luogo. Cinto da robusta vegetazione lanciavasi l'Aniene nel sottoposto baratro, ripercotendo e frantumando le ondate contro le rupi. E'ora mancata tutta la giustezza alla denominazione concessa dal popolo a questo precipizio. "Bocca d'inferno" poteasi dire allorquando vi ruggiano le acque al barlume cagionato dagli alberi frondosi. Il Poeta s'immaginava Satana gettarvisi a capo in giù, e spezzate le acque con la sua lancia di fuoco che di quelle al chiarore più viva ardea e fumigava, piombare pel gorgo ne' regni bui. .


L'Acropoli tiburtina

A tale effetto intrisi nel Cancello presso Porta Cornuta nel Pincetto: v'intrecciano gli arbori esotici le loro chiome, onde fra la verdura più deliziosi appaiono gli avanzi di un preteso Sepolcreto. Si fermi l'Erudito a leggerne gli Epitaffi. Alle tre rive che scindono in due rami il fiume, gli alti alberi sembrano affacciarsi nella stessa guisa che gli uomini l'uno sull'altro avvallano il capo a veder passare il Condannato all'ultimo supplizio. Come questo non poche volte sforzasi di mostrarsi indifferente alla faccia della morte; così il Fiume cammina placido e cheto fin dentro i due fori a sesto acuto aperti dall'Ing. Cav. Folchi guida a destra lo stradello fiancheggiato di salici ed arbusti. Pei viottoli che diramano a sinistra e vanno scendendo, si fanno incontro alcune fabbriche romane. Quale orrida scena ti si presenta nel primo ponticello! Una Cascatella piomba ristretta dall'alto, mentre un'altra più a basso allarga la spumante corrente.

Una Grotta tra la verdura fa vedere l'immenso precipizio cui serve di cappello, e vi si travede tra i colori dell'Arcobaleno il vapor della Cascata avventarsi contro uno scoglio staccato dal monte. Nel Ponticello seguente le due Cascatelle che si uniscono e dividono nuovamente, bagnano chi vi passa come per divietargli di accostarsi all'abbisso che non invano prende il nome dalle Sirene. Niuna verdura riveste i molti pezzi di rupi che là s'incavernano. L'acqua si precipita nel mezzo facendo un rumore spaventevole a udire. Una fessura praticata nel masso dà la vista fin dove la Cascata biancheggia. Tornando indietro dopo il primo ponte il viottolo a sinistra mette per un andito all'ingresso della Grotta di Nettuno.Per quante relazioni si leggano.nessuno ha saputo esprimere una scena unica al mondo, quell'orrido connubio di luce e di ombre infrante dall'onde di questa Caverna."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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