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La Villa dopo la morte di Ippolito II

Le vicende di Villa d'Este non terminarono nel 1572 con la morte del suo fondatore. Ippolito II, prima di morire, aveva infatti disposto per testamento che la Villa divenisse proprietà dei Cardinali di Casa d'Este. Gli successero perciò prima il Cardinale Luigi, dal 1572 al 1586, e successivamente il Cardinale Alessandro d'Este, fino al 1624. Entrambi arricchirono la Villa di nuove fontane con il concorso dei migliori artisti del loro tempo. Particolarmente notevole fu l'apporto di Gian Lorenzo Bernini, sotto il cardinale Alessandro d'Este il quale si servì della supervisione di architetti del calibro di Carlo Maderno.


Ingrandisce foto Vista dal Palazzo

A partire dal 1621 la Villa, fino a quel momento di proprietà della Camera Apostolica, diventò dimora privata degli Este che cedettero in cambio la villa del Quirinale, e successivamente degli Asburgo che la possedettero fino al 1918, quando passò allo Stato Italiano, che la ripristinò integralmente. Sotto gli Este e gli Asburgo, infatti Villa d'Este aveva conosciuto lunghi periodi di squallido abbandono, essendo la sua manutenzione assai costosa.

Oggi c'è il progetto di riaprire il vecchio ingresso di Via del Colle così da restituire al visitatore quello che sarebbe stato il colpo d'occhio di colui che entrava nella Villa ai tempi del Cardinale Ippolito II. Altro intervento che si sta realizzando è l'illuminazione notturna della Villa adottando criteri idonei alla salvaguardia dei secolari cipressi che invece in una precedente simile esperienza avevano riportato notevoli danni. Anche le acque dell'Aniene sono state bonificate grazie ad un intervento abbastanza recente per scongiurare che l'acqua vaporizzata negli zampilli non più pura come un tempo fosse dannosa alla salute dei visitatori.

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