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La Fontana di Proserpina

Quattro colonne tortili avvolte da tralci di vite in stucco delimitano tre nicchie. Nella centrale trova sistemazione una barca a forma di conchiglia che viene trainata da cavalli. Su di essa si scorge Proserpina, rapita da Plutone mentre viene portata nell'Oltretomba.
Due Sileni suonano arpe marine mentre due Delfini agitano le acque.
Proserpina o Persefone era la bellissima figlia di Zeus e di Demetra; un giorno, mentre coglieva fiori nella pianura di Enna in Sicilia, fu rapita da Ades o Plutone che la condusse nel suo regno, l'Oltretomba, di cui divenne regina.


Ingrandisce foto La fontana di Proserpina

Per confortare Demetra, disperata per la scomparsa della figlia, Zeus ordinò che Proserpina trascorresse due terzi dell'anno accanto alla madre nel mondo dei vivi (i mesi in cui la terra produce) ed il restante terzo con Plutone (cioè i mesi in cui la terra rimane spoglia).

Negli anni successivi alla II guerra mondiale venne rinnovata la pavimentazione antistante la fontana utilizzando un mosaico di 45 mq con tessere in bianco e in nero rinvenuto nei pressi di Ciciliano durante gli scavi del 1948 nell'area archeologica di Trebula Suffenas.
Tale mosaico raffigurava Elle e Frisso figli di Atamante, figlio di Eolo, e di Nefele che li aiutò a fuggire nella Colchide a cavallo del vello d'oro salvandoli dalla morte in quanto destinati a sacrificio dalla matrigna.
Il mosaico rimase per anni soggetto al continuo calpestìo di milioni di visitatori finchè, al fine di preservarne l'integrità fu rimosso. Attualmente è conservato nei depositi del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli.

 

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