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La Villa dopo Adriano

Dopo la morte di Adriano, avvenuta nel 130, la villa passò agli Antonini, che ne mantennero la cura, poi nel Ill sec., ebbe inizio la decadenza e l'abbandono: fu spogliata di tutti gli oggetti preziosi. Al tempo della guerra gotica (535-553) la villa era ancora salda in piedi e vi posero il campo prima le truppe bizantine di Belisario e poi quelle gotiche di Totila. Seguirono dieci secoli di completo silenzio sulla villa e ai ruderi imponenti fu dato il nome di "Tivoli Vecchia"; gli edifici furono sgretolati dalla incuria e dalle intemperie, colonne e marmi furono asportati per le costruzioni delle basiliche cristiane, le statue ancora rimaste servirono per fare calce e il complesso diventò una cava inesauribile di materiale edilizio a disposizione dei tiburtini (basta circolare per il quartiere medioevale del Colle per vedere colonne e bassorilievi inglobati nelle mura ed usati come materiali di costruzione) e dei romani.


Ingrandisce foto Capitello corinzio della Villa

Infine le rovine furono ricoperte dalla terra su cui crebbero gli ulivi, oggi centenari, che conferiscono all'ambiente una nuova suggestione. Dopo novecento anni d'oblio il sito fu nuovamente identificato come la residenza dell'imperatore Adriano alla fine del XV secolo, sotto Alessandro VI quando cominciarono le campagne di scavo. Nonostante la spoliazione dei secoli precedenti, la villa diede ancora innumerevoli statue (circa 300) e opere d'arte che hanno arricchito i musei d'Europa.

Le ricerche compiute in quegli anni e nei secoli successivi sono da valutare niente più che brutali lavori di sterro che segnarono una "spoliazione costante, metodica e brutale", effettuata al solo scopo di prelevare materiali più o meno pregiati per gli edifici che il fervore rinascimentale aveva messo in cantiere ed oggetti preziosi per il mercato dell'arte. La Villa fu freneticamente indagata da celebri architetti come il Borromini e Pirro Ligorio (quest'ultimo celebre per aver legato il suo nome a Villa d'Este) che dalle strutture scoperte trassero ispirazione per i loro progetti come accadde per la famosa Villa di Ippolito II d'Este. La dispersione dei materiali provenienti da Villa Adriana ha creato un'immensa lacuna, in quanto attualmente l'area archeologica si apprezza più per le innovazioni architettoniche che per l'equilibrio fra architettura e arredo, che sta alla base del programma decorativo di Adriano.

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