La Danzatrice di Tivoli

Negli anni 1913-1914 la Soprintendenza ai Monumenti fece eseguire degli scavi nella zona sud orientale del Pecile, presso l'Edificio delle Tre Esedre. Durante i lavori fu riportato alla luce l'intero complesso e, nel lato che fiancheggia il portico del Pecile, furono ritrovati i resti di una grande fontana a pianta rettangolare molto allungata e contornata da dodici basi di statue delle quali però solo tre rinvenute.
Due di queste raffigurano l'Atena del tipo Vescovali-Arezzo, una conservata nell'Antiquarium del Canopo e l'altra nel Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo. Il tipo scultoreo è noto da un cospicuo numero di copie romane, tutte derivate da un prototipo in bronzo realizzato nel IV sec. a.C.
La terza statua ritrae invece una fanciulla nell'atto di danzare: la famosa "danzatrice di Tivoli" (o danzatrice di Villa Adriana).


Ingrandisce foto Danzatrice di Tivoli

Si tratta di una statua in marmo pentelico alta 129 cm ed attualmente conservata anch'essa presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo.
L'opera ritrae una giovane fanciulla avvolta da una lunga veste che si torce, con i seni scoperti, nella sua danza vorticosa probabilmente al ritmo del suono di un doppio flauto (aulos) stretto tra le mani, qui mancante (non pervenuti anche la testa ed il braccio sinistro).
Evidente è l'ispirazione a un originale greco, forse alla celebre Prassilia, poetessa greca (V secolo a. C.), alla quale Lisippo dedicò (320 ca. a.C.) una statua in bronzo.

Per chi volesse approfondire ulteriormente l'argomento segnaliamo il libro "La danzatrice di Villa Adriana, le figure a spirale e l'arte in Roma antica", Paperback - 1931, di Lucia Morpurgo.

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