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Struttura del Santuario

Il Santuario d'Ercole Vincitore è una monumentale costruzione situata a 300 m. fuori dalla cinta muraria ed elevata in parte sull'antica via Tiburtina. Fu edificato dalla metà del II sec. a.C. fino all'età augustea e per la sua grandiosità architettonica trova confronto con i massimi templi contemporanei della Fortuna Primigenia a Palestrina e di Giove Anxur a Terracina, tutti contraddistinti dall'uso dei terrazzamenti degradanti utilizzati al fine di creare una scenografia di contorno all'edificio templare vero e proprio esaltandone gli effetti prospettici. Il santuario occupava originariamente un'area molto vasta di 3.000 mq.; il complesso era di enormi dimensioni ed aveva un impianto con schema rettangolare (188m. x140).


Ingrandisce foto Santuario di Ercole Vincitore

Si articolava, come altri contemporanei, in tre strutture principali: un teatro, che sfruttava il naturale dislivello del terreno, una grande piazza porticata, centro del sistema, ed un tempio.
Il tutto risulta poggiato su possenti sostruzioni, particolarmente impressionanti, sia per la loro grandezza che per lo stato di conservazione, sul lato Nord-Ovest, dove il colle precipita verso la valle dell'Aniene creando un marcato dislivello.

Le sostruzioni sono state realizzate da più ordini sovrapposti, ognuno articolato da contrafforti alternati ad arcate, alcune delle quali si aprono in finestre. Queste potenti arcate risultano fortemente suggestive alla vista. Sotto il porticato del tempio, situato nella parte più alta del complesso, i contrafforti murari sono in duplice serie poiché vi sono vari cunicoli di scarico e si elevano nove arcate atte a superare il dislivello del terreno scosceso; su queste arcate poggia il sovrastante ordine di 25 arcate cieche ma recanti al centro delle finestre per consentire l'illuminazione di alcuni ambienti interni. Attualmente ne restano solo 23.


Ingrandisce foto Assonometria (F.C. Giuliani)

La platea fu poi contornata da portici su tre lati, a forma di "U", lasciando libero il lato prospiciente Roma, sotto il quale fu realizzata una gradinata semicircolare con funzione di cavea teatrale; al centro della platea fu infine eretto il sacrario. Si accedeva alla piazza, molto ampia, tramite due grandiose scalinate ai lati del teatro.

Il piazzale era circondato su tre lati da un porticato dorico, al cui interno correva un corridoio coperto da volta a botte; sopra il primo doveva correre un secondo portico, con intercolumni (gli spazi tra le colonne) più ampi del sottostante e colonnato interno, forse ionico, di cui restano tracce sul lato Nord-Est. La piazza, che accoglieva i fedeli venuti a venerare ed interrogare il dio, costituiva il centro di tutto il santuario. Sul fondo si innalzava il tempio, mentre sul margine Sud-Est, sfruttando il dislivello del terreno, era collocata la citata area teatrale, di cui restano scarsi resti.
Il tempio di Ercole era collocato a ridosso del portico; era un grande peripteros sine postico, era cioè circondato da un colonnato su tutti i lati tranne quello di fondo.

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