Sul lato anteriore, entro un'elegante corona di quercia con nastro, è la scritta dedicatoria: V V COSSINIAE L F che tradotta suona così "Alla Vergine Vestale Cossinia figlia di Lucio". Più in basso: "Lucio Cossinio Eletto", cioè il nome del congiunto che le dedicò il monumento. Sul lato posteriore l'iscrizione metrica: "Qui giace e riposa la Vergine, per mano del popolo trasportata, poiché per sessantasei anni fu fedele al culto di Vesta. Luogo concesso per decreto del Senato".
La Vestale Cossinia, di nobile famiglia tiburtina, fu destinata, ancora fanciulla fra i sei e i dieci anni, al sacerdozio di Vesta presso il tempio di questa divinità a Tivoli. Allo scadere del trentennio di servizio non tornò, com'era suo diritto, alla casa paterna, ma restò volontariamente a curare la conservazione del fuoco sacro, divenendo d'esempio alle novizie con l'esercizio delle più alte virtù.
E allorché, come dicono i versi, dopo 66 anni di incorrotto servizio nel culto di Vesta morì pressoché 75enne, tutto il popolo tiburtino accompagnò le spoglie mortali al sepolcro, assegnato con decreto del Senato, per renderle l'estremo tributo di stima e di affetto. Fu un atto di devozione della popolazione locale nei confronti di una donna estremamente longeva che tenne fede ai suoi doveri di sacerdotessa. In effetti era prescritto che le Vestali onorassero la verginità; in caso contrario erano punite con la condanna ad essere murate vive.







