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Il fondatore di Casape: Gneo Domizio Corbulo

La gens Domitia era una ragguardevole famiglia plebea divisa in due rami principali: gli Ahenobarbi e i Calvini. A questa gens appartenne il generale Gneo Domizio Corbulo, morto suicida nel 67 costrettovi da suo cugino l'imperatore Nerone, ultimo sovrano della dinastia Giulio-Claudia. Militare romano, aveva combattuto in Germania sotto l'imperatore Claudio nel 47. Era partito poi, per volere di Nerone alla volta dell'Armenia per ristabilire l'ordine e sopraffare i Parti.


Ingrandisce foto Scorcio del centro storico

L'impresa era riuscita, ma quando questi bellicosi invasori avevano ripreso le ostilità, Gneo si era scontrato con Nerone che non ne condivideva le idee di scendere a patti con loro. Così i Parti avevano di nuovo sconfitto l'esercito romano e Gneo, caduto in disgrazia, era stato costretto da Nerone a darsi la morte. L'importanza del grande generale appare ancora più grande se si considera le illustri parentele che vantava grazie al fatto che sua madre aveva contratto matrimonio per ben sette volte.

Era infatti il cognato di Caligola (il pazzo imperatore successo a Tiberio), il suocero di Domiziano (terzo e ultimo imperatore della dinastia Flavia), l'avo dell'imperatore-filosofo Marco Aurelio (dinastia degli imperatori adottivi o senatoria o degli Antonini). Gneo Domizio Corbulo fu uno dei cittadini più illustri di Gabii (oggi Zagarolo), una città situata a ca. 20 km a est da Roma, verso Preneste (Palestrina) sulla costa del lago di Castiglione attualmente prosciugato. Colonia degli Albani, Gabii era divenuta municipio romano con la prima guerra sociale. Orbene Gneo Domizio Corbulo ebbe anche una villa da lui fatta edificare nel corso del I sec. d. C. nei pressi di Casape.


Ingrandisce foto Scorcio del centro storico

Dalla presenza di questi ruderi, secondo alcuni, deriverebbe l' antico nome di Casape: "Casa Corbuli". Gli abitanti di Casape, secondo la tradizione, sarebbero quindi i discendenti di coloro che si insediarono nella Casa Corbuli, venutasi a formare intorno alla sontuosa villa del generale romano. Delle rovine di questa immensa villa si sono interessati nei loro scritti moli studiosi tra cui ricordiamo il Nibby e il più volte citato mons. Cascioli tanto per citare i più famosi. D'altra parte il territorio intorno a Casape è ricco di ruderi di costruzioni appartenenti alla civiltà romana.

 

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