"Sibilla Tiburtina" di Edward Coley Burne-Jones (terza parte)

a cura di Roberto Borgia

Chiudiamo con questa scheda l'esame della Sibilla Tiburtina di Edward Burne-Jones (1833-1898), della quale abbiamo esaminato già il disegno preparatorio del 1875 per una vetrata della Cappella dello Jesus College a Cambridge, a matita, gesso nero e pastello, fatto risaltare con vernice dorata su carta, 453 mm x 1116 mm, conservato nel Birmingham Museum and Gallery.
Occorre dire che le vetrate furono realizzate poi dalla ditta Morris & Co. fondata in solitario nel 1875 da William Morris, che voleva coniugare le arti minori con l'imprenditorialità tanto da sciogliere la ditta Morris, Marshall, Faulkner & Co. , che aveva già fondato nel 1861, con Dante Gabriel Rossetti, il nostro Edward Burne-Jones, Ford Madox Brown e Philip Webb. Figura complessa certamente William Morris (1834-1896), artista, scrittore ed anche politico (insieme alla figlia Mary fu tra i primi ad abbracciare l'ideologia socialista, collaborando con Karl Marx e Friedrich Engels per diffondere il movimento in Inghilterra. Morris entrò a far parte nel 1833 della Social Democratic Federation e fondò nel 1884 la Socialist League, cercando di mediare tra marxisti e socialisti, spaccatura che portò al fallimento finale di quest'associazione).
A differenza dei puristi italiani, che si possono considerare gli antesignani dei Preraffaelliti inglesi, questi artisti, ma soprattutto Morris, compresero che la pittura doveva essere applicata anche in altri campi, diciamo più utilitaristici. Perciò Morris fu tra i principali fondatori del movimento delle Arts and Crafts (Arti e Mestieri, volendo fare "un'arte del popolo per il popolo"), tanto da farlo considerare l'antesignano dei moderni designer, e, pur non essendo architetto, influenzò proprio gli architetti e l'architettura dell'epoca.


Ingrandisce fotoVetrata con Sibilla Tiburtina

Notevole fu allora l'influsso che esercitò, insieme a Rossetti e Burne-Jones, sulla decorazione di chiese e case nel ventesimo secolo, tanto è vero che la società Morris & Co. , che incoraggiava principalmente la rinascita dell'artigianato nelle sue forme più tradizionali, come la pittura su vetro e su carta da parati, pur non esistendo più, avendo cambiato nome man mano che i soci si avvicendavano, ha lasciato, possiamo dire, in eredità, proprio i vari motivi creati da Morris e dai suoi collaboratori, che sono tuttora un marchio concesso alla Sanderson and Sons and Liberty di Londra, per carta da parati e tessuti per l'arredamento.

Emblematica la frase di Morris ricordata dal suo amico Oscar Wild: "Ho tentato di rendere ogni mio lavoratore un artista, e quando dico un artista, intendo dire un uomo".
Perciò due artisti, Morris e Burne-Jones, con le maestranze della Morris & Co. diedero vita alla decorazione delle vetrate della cappella dello Jesus College dell'Università di Cambridge, il più antico edificio dell'Università ancora in uso (inizi XI secolo), anche se più volte restaurato e profondamente ristrutturato nelle linee essenziali. Pure le decorazioni per i soffitti a cassettoni della navata e della torre furono progettate da William Morris e dipinte sotto la sua direzione nel 1867; e tra il 1873 ed il 1877 furono costruite le vetrate delle finestre della navata e del transetto dai disegni di Edward Burne-Jones e di Ford Maddox Brown.
Bisogna dire che l'arte della vetrata aveva avuto un periodo di stasi, che durò dal Seicento all'Ottocento, soprattutto perché si utilizzava l'imitazione servile del periodo Medievale (che pure era preziosa dal punto di vista della tecnica).

Proprio i preraffaelliti, i Nazareni ed i primitifs francesi compresero il valore della tecnica vetraria in rapporto al loro particolare gusto lineare e coloristico, rapportato alla loro adorazione del periodo che andava dal Trecento fino al primo Raffaello. Notevoli allora risultano gli esempi delle vetrate eseguite da William Morris dai disegni di Burne-Jones, che aboliscono i forti contrasti chiaroscurali, con cui si cercava nel tardo Cinquecento e nel Barocco d'imitare la pittura di decorazione con vetrate più dipinte che incastonate, dando invece proprio un notevole valore al "cartone" preparatorio. (Si diffuse poi quel gusto floreale delle arti decorative, per un malinteso naturalismo, che diede un forte impulso alla vetrata moderna, adatta da quel punto più alle case moderne che alla decorazione delle chiese). Ed ecco allora la Sibilla Tiburtina, sulla destra, che affianca insieme alla Sibilla Eritrea (originaria cioè della città di Eritre, in Asia Minore), l'Evangelista Giovanni. Coperta di pelle di leone, che vuole ricordare la fatica di Ercole sopra il leone nemeo, proprio per un omaggio alla nostra città che si ritiene fondata dal figlio di Giove ed Alcmena.
Nella parte alta, proprio a destra della stessa Sibilla Tiburtina, vi è la visione di Gesù Cristo in grembo alla Madonna attorniata dagli Angeli per ricordare la profezia della Sibilla: Nascetur Christus in Bethlehem Annunciabitur in Nazareth regnante tauro pacifico fondatore quietis, o felix mater cuius ubera illum lactabunt «Nascerà Cristo a Betlemme. Se ne darà l'annuncio a Nazareth durante il regno del toro pacifico (Ottaviano Augusto), fondatore della pace. O felice quella madre il cui seno lo allatterà».

luglio-agosto 2015

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