"Veduta del ponte dell'Acquoria a Tivoli " di Thomas Dessoulavy (prima parte)

a cura di Roberto Borgia

Grazie alla segnalazione dell'amico Francesco Perini e alla cortesia della galleria Paolo Antonacci, Via del Babuino, 141/a a Roma pubblichiamo un'opera inedita del pittore Thomas Dessoulavy (Londra, 1801-Roma, 1869), britannico di nascita, ma romano d'azione, per i tantissimi anni trascorsi nella capitale dello Stato Pontificio, ben 53, come testimonia anche l'epitaffio sulla lapide della sua tomba nel cimitero acattolico di Testaccio (dove riposa, tra l'altro, insieme all'altro pittore Carl Philipp Fohr, del quale già abbiamo pubblicato una scheda su un'opera attinente Tivoli):
Beneath these flowers are the remains of Thomas Dessoulavy an English Landscape Painter who during 53 years painted the classic scenes of Rome with truth and beauty and never ceased to be an Englishman he was 68 years of age and died on the 28th October 1869. "Sotto questi fiori ci sono i resti di Thomas Dessoulavy, un pittore paesaggista inglese, che in 53 anni dipinse scene classiche di Roma con la verità e la bellezza, e non cessò mai di essere un inglese; aveva 68 anni di età e morì il 28 ottobre 1869".


Ingrandisce foto Veduta del ponte dell'Acquoria
a Tivoli

Dessoulavy si trasferì appunto giovanissimo a Roma e nel censimento del 1819 viene registrato come studente residente nella casa del celebre acquerellista svizzero Franz Kaiserman ( 1765-1833), al quarto piano di piazza di Spagna 31. Giovò molto al Dessoulavy la notorietà del suo mentore, abbinata certo ad indubbie qualità artistiche, se già nel 1824 lo scultore svizzero Heinrich Keller lo cita nel suo prezioso Elenco tra i "pittori paesisti"; al tempo aveva uno studio al numero 9 di San Giuseppe a Capo le Case. Dalla datazione di alcune opere pervenutaci, si può desumere che nel 1828/1829 egli soggiornasse a Napoli e dintorni.
A quell'epoca Dessoulavy era artista noto e affermato della colonia artistica britannica a Roma: lo provano i repertori tradizionali e tra l'altro una lettera inviata in data 21 gennaio 1838 dal pittore Samuel Palmer all'amico John Linnen. Dessoulavy parlava correttamente l'italiano ed era sovente richiesto quale cicerone per i visitatori britannici.

Nel 1839 prese parte per la prima volta all'annuale esposizione della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma; ed ebbe studio in quell'anno in via dell'Orto di Napoli 7. Nel 1846 inviò alla Royal Academy di Londra una Veduta del Palazzo dei Cesari, mentre l'anno successivo espose un non specificato Paesaggio nella stessa sede. Particolare interesse suscita il commento sull'arte di Dessoulavy contenuto nella prima edizione del 1843 del celebre Murray's Handbook dedicato all'Italia centrale: "Dessoulavy è uno dei rari esempi di paesaggista storico; i suoi grandi meriti sono ben noti agli amatori di questa superiore categoria artistica".
Del 1848 è l'ultima presenza di Dessoulavy alle mostre annuali della Royal Academy, con il dipinto Porta San Giovanni a Roma. Fece ritorno a Londra per brevi periodi nel 1849, 1852 e 1854: è probabile che in tali occasioni risalgano le due presenze alle mostre del British Institute. Nel 1856 Dessoulavy figura per la prima volta nell'elenco dei soci degli Amatori e Cultori.


Ingrandisce foto Lapide di Thomas Dessoulavy
presso il cimitero acattolico
di Roma

Morì come detto nel 1869; il particolare della realizzazione della sua tomba ci viene riferito dal pittore Joseph Severn (1793-1879) in una lettera alla sorella Maria, l'8 marzo 1871: " [.] In questo momento sono occupato nella realizzazione della tomba di un caro amico, Thomas Dessoulavy, un paesaggista inglese, vissuto per 53 anni a Roma. Il Cimitero dei Protestanti è di bellezza straordinaria, non solo per i ritratti scolpiti sui monumenti, ma anche per l'abbondanza di fiori e alberi che lo rendono simile ad un giardino: si trova vicino all'antica piramide [di Caio Cestio]. La tomba di Keats è la prima che vi ho realizzato, e ora ce ne sono centinaia.. Ci vado spesso non solo in ricordo dei miei più cari amici, ma anche per vederne i ritratti sulle tombe. Finalmente è arrivata la primavera e le ville sono tappezzate di fiori, violette e anemoni.[.] "

In questa "Veduta del ponte dell'Acquoria a Tivoli", olio su tela, cm. 37 x 47, firmato e localizzato in basso a destra: Dessoulavy Roma, databile intorno al 1830/1840, viene rappresentata una prospettiva che compare in non molte opere di pittori antichi. Solo alcuni accenni in questa prima parte: sulla destra il diverticolo per il ponte dell'Acquoria, che scendeva poco prima del Tempio della Tosse (anch'esso visibile). In alto la città di Tivoli, con il punto più alto costituito dal campanile di S. Maria Maggiore (S. Francesco), la villa d'Este, il campanile della Cattedrale con i criptoportici di Piazza Domenico Tani, il santuario d'Ercole, all'epoca chiamato villa di Mecenate, le cascatelle, la chiesa di S. Antonio da Padova sui ruderi della cosiddetta villa di Orazio lungo la strada per Quintiliolo, in basso il ponte dell'Acquoria, con la caratteristica forma ad S, dal momento che è costituito da due ponti trasversalmente raccordati tra loro.

dicembre 2014

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