I gradini sono ricoperti con lastre di peperino e risultano attualmente molto consumati, mentre i primi quattro sono stati sostituiti in epoca imprecisabile. La rampa della scala è sorretta da un arco rampante. Il profferlo è impostato su una colonna di riuso romano con capitello, decorato nella parte alta con mensoline in pietra calcarea che sorreggono archetti intrecciati. A metà scala si trova un'edicola in muratura intonacata che poggia da un lato sul prospetto della casa e dall'altro su un pilastro in muratura su cui è posto un cancello di cui oggi rimangono solo i cardini. Su entrambi i lati sono presenti affreschi; uno rappresenta una Madonna con Bambino, mentre l'altro non risulta attualmente leggibile.


Profferlo

E' frequente nelle case di Viterbo della stessa epoca l'uso di porre edicole sui profferli a metà scala, con cancelli che sbarrano l'accesso all'abitazione, come nella casa Poscia e nella casa di Piazza Cappella. Non sono stati individuati profferli simili nelle case medievali di Tivoli. Ciò fa ritenere che le maestranze che lavorano alla costruzione della c.d. casa Gotica non sono del luogo o comunque hanno avuto contatti esterni alla città. Infatti l'uso degli archi intrecciati come motivo decorativo si diffonde nell'Italia Meridionale a partire dal XII secolo, a causa dei contatti con gli Arabi prima e dei Normanni poi.

Sono presenti rari esempi anche nel Lazio, in particolare nel campanile del Duomo di Gaeta e in quello di Terracina. Nella terza fase, tra il XV e il XVI secolo, il complesso subisce un'ulteriore trasformazione. In questo periodo iniziano le cruente lotte tra le famiglie più ricche e potenti della città. A Tivoli si fronteggiano le famiglie degli Orsini e dei Colonna, ma nessuna delle due prevale sull'altra in modo decisivo. Le famiglie più ricche ed importanti fanno costruire palazzetti o accorpare case a schiera medievali per farne loro residenza, facendole decorare con belle finestre.


Ingrandisce foto Fontana del pipistrello

Anche la casa in via Campitelli viene trasformata in questo periodo. L'accesso alle abitazioni del primo e secondo piano viene spostato sul prospetto opposto rispetto a quello su cui è stato costruito nel tardo medioevo il profferlo. Qui si realizza un cortile di piccole dimensioni, decorato sul lato corto di fronte all'ingresso con una fontana, su cui campeggia lo stemma di famiglia, oggi purtroppo non più leggibile.

La fontana è molto simile a quelle della vicina Villa d'Este, sia per la forma e la lavorazione dei materiali che per il soggetto che vi è scolpito. La vasca che raccoglie l'acqua ha forma di pipistrello. All'interno della nicchia si intravedono due figure umane rivolte l'una rispetto all'altra che potrebbero rappresentare un soggetto mitologico. Al lato del cortile si passa ad una scala marmorea di forme tipicamente rinascimentali, che permette l'accesso all'abitazione del secondo piano e ad un piano interrato. La scala è aperta con ampi archi verso l'esterno; ha le rampe sorrette da volte a botte e i pianerottoli da volte a crociera. Anche le finestre sono sostituite con altre di epoca rinascimentale sul prospetto che affaccia su via Campitelli. Su quello che affaccia sul profferlo invece le finestre, già sostituite nel XIV secolo, vengono lasciate intatte. In pianta l'edificio subisce altre modifiche, risalenti allo stesso periodo. Al piano terra e al primo piano vengono realizzati due corridoi coperti con volte a botte , con funzione di ingresso e disimpegno per le stanze in corrispondenza dei nuovi ingressi dal cortile. Nella quarta fase, quella moderna, la casa è andata perdendo quell'unità che l'ha caratterizzata tra il XIV e il XVI secolo. Infatti nel XIX secolo, le cellule si frazionano nuovamente, come si può notare dai vari proprietari menzionati nel Brogliardo del Catasto Gregoriano. Successiva a tutte è la costruzione della stretta scala in muratura al primo piano, cui si accede dal profferlo, e che serve le piccole abitazioni create al secondo piano.

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