Vicende dopo l'arrivo di S.Benedetto

Con la creazione dei monasteri benedettini, Subiaco a poco a poco divenne un influente centro di potere, tanto da essere conteso da nobili, papi e imperatori. Dal VII al XVII secolo i monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica furono importantissimi sotto ogni punto di vista non solo per Subiaco ma per il territorio che dalla diocesi di Tivoli arrivava ai confini con il Regno di Napoli.

Centro storico di Subiaco
Ingrandisce foto Centro storico di Subiaco

L'ordine benedettino era molto potente e di conseguenza lo era anche l'abate (e con lui la sua famiglia) che governava l'abbazia tanto che in più di un'occasione il suo apporto fu essenziale nei delicati rapporti tra papato e impero. Si spiega così il fatto che Ottone I, imperatore del Sacro Romano Impero di origine tedesca, nel X secolo favorì l'abbazia (per averne di rimando il sostegno contro il papa) con appoggi e riconoscimenti, tra cui il diritto feudale su Roiate e su altri centri limitrofi.

Alcuni anni più tardi l'abate Giovanni V (1065-1077) con le sue truppe assalì il castrum, la Rocca (che divenne la residenza ufficiale dell'abate) cioè il piccolo castello e relativo borgo di Subiaco, che era riuscito fino ad allora a mantenersi indipendente, sottomettendo città e popolo alla giurisdizione dell'abbazia. Si dovette aspettare il 1193 per avere delle norme statuarie a garanzia delle libertà comunali. Il potere enorme dell'abbazia benedettina causò vere e proprie lotte intestine, che per circa trecento anni coinvolsero l'amministrazione dell'abbazia e dei suoi domini.

Convento di S.Francesco
Ingrandisce foto Convento di San Francesco

Non sempre per l'abbazia fu tutto "rose e fiori": molti furono i momenti di crisi da cui riuscì a riemergere in modo splendido e positivo (vedi ad esempio l'abbellimento dei tre edifici istituzionali dell'ordine benedettino a Subiaco: la Rocca, il Sacro Speco ed il monastero di Santa Scolastica).

Molti pellegrini erano attratti dal Sacro Speco, divenuto ormai un santuario; costoro, venuti da ogni parte, facevano molte donazioni destinate al finanziamento dei lavori degli affreschi del monastero di S.Benedetto. Fu il pontefice Callisto III nel 1456 a decidere di istituire la "commenda" per sottrarre la disputata carica di abate alle famiglie nobiliari che se la contendevano. In altre parole con la commenda il Papa affidava ad un suo delegato l'amministrazione dell'immenso patrimonio dell'abbazia nella gestione del quale si avvicendarono per circa trecento anni i Borgia, i Colonna, i Barberini. La commenda terminò nel 1753 poiché il Papa Benedetto XIV inglobò definitivamente Subiaco e la sua abbazia nello Stato Pontificio.

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