Antipapa Vittore IV

Vittore IV (Ottaviano dei Crescenzi Ottaviani) nacque nel 1095 a Tivoli e si spense il 20 aprile 1164 a Lucca.
Era un discendente quindi della potente famiglia romana dei Crescenzi Ottaviani che vantava fra l'altro la signoria su Montecelio o "Monticelli" (il termine Monticelli, piccoli monti, appare per la prima volta in una bolla del 973 di Benedetto VII in cui si fa menzione di queste terre come di proprietà della diocesi di Tivoli). Sull'acropoli dell'antica Corniculum, nel medioevo, fu innalzato il Castrum Montecillorum, in pratica la Rocca (ancora oggi in parte visibile) voluta dai signori del luogo, appunto i Crescenzi, che, per edificarla, utilizzarono materiali di risulta di un luogo di culto romano del I sec. a. C.
Ottaviano, appartenendo quindi ad una famiglia così di spicco, riuscì facilmente a raggiungere la porpora. Fu infatti insignito del cardinalato nientemeno col titolo di Santa Cecilia. Quest'ultimo titolo, molto antico, ma chiaramente istituito successivamente al martirio della Santa sotto Diocleziano, è riportato per la prima volta a proposito del sinodo romano riunitosi il 1 marzo del 499; in quell'occasione infatti fu redatto (come di consuetudine) l'elenco dei prelati presenti unitamente al proprio titolo. Essere cardinale di Santa Cecilia indubbiamente era molto prestigioso perché comportava il godimento di tutta una serie di privilegi e prerogative.

Rocca Orsini a Montecelio
Ingrandisce foto Rocca Orsini a Montecelio

Si trovò a vivere in un periodo storico molto turbolento e quindi, sia per la sua discendenza nobiliare sia per la sua inclinazione a mettersi in mostra e nel tentativo di potenziare i propri familiari e se stesso, decise di mettersi dalla parte di Federico III Hohenstaufen, noto anche come imperatore Federico I del Sacro Romano Impero e detto il Barbarossa. Costui, Duca di Svevia (1147), successe allo zio Corrado III sul trono di Germania il 4 marzo 1152 ponendo fine alla guerra tra Guelfi e Ghibellini. Sceso in Italia per incoronarsi imperatore (18 giugno 1155) impose la pace ai Comuni italiani in guerra tra loro e, per dare l'esempio, distrusse Tortona. Le pretese di autonomia dei Comuni furono appoggiate dal papa (Adriano IV), geloso della sua libertà nelle elezioni episcopali. Orbene il nostro cardinale, in cambio del suo appoggio, ricevette nel maggio del 1159 insieme ai fratelli Ottone, Goffredo e Solimano la città e il Comitato di Terni unitamente alla relativa giurisdizione.

Adriano IV morì ad Anagni nel settembre del 1159 designando come suo successore il senese cardinale Rolando Bandinelli. Pochi cardinali filo imperiali, solo quattro, invece elessero il nostro card. Ottaviano che prese il nome di Vittore IV (1159-64). La maggioranza dei cardinali, ben ventidue, rispettosi delle volontà del defunto Adriano IV, elesse il card. Rolando Bandinelli, che prese il nome di Alessandro III (1159-81) inteso a continuare la politica anti imperiale del defunto Papa. La disparità dei voti parla da sola ma in quel tempo difficilmente il diritto veniva rispettato per cui Vittore si proclamò papa legittimo e, aiutato dai rappresentanti dell'imperatore, spinse Alessandro III ad abbandonare Roma. Il 7 settembre del 1159 infatti il Barbarossa aveva deciso di appoggiare l'elezione a pontefice proprio del nostro cardinale, a lui tanto fedele, che era stato consacrato Papa il 4 ottobre dello stesso anno nella splendida Abbazia di Farfa, non lontana da Roma.
Il contrasto che provocò lo scisma dell'antipapa Vittore IV contro Alessandro III, finì con la vittoria di quest'ultimo dopo che i Comuni alleati, riuniti nella Lega, riuscirono a sconfiggere il Barbarossa a Legnano (1176) ottenendo con la pace di Costanza il riconoscimento della loro autonomia, salva la fedeltà all'imperatore. Così crollò l'anacronistico progetto del Barbarossa di creare un impero germanico universale. Il Barbarossa fu costretto a partecipare alla terza crociata, durante la quale morì affogato guadando il fiume Göksu in Turchia.


Stemma della Famiglia Crescenzi Ottaviani

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al conflitto tra Vittore IV e Alessandro III. Il grosso problema, apertosi con lo scisma, fu dal Barbarossa affrontato con la convocazione di un concilio a Pavia il 5 febbraio del 1160 intendendo porsi come arbitro nelle controversie che riguardavano la Chiesa, che lui intendeva subordinare alle sue decisioni.
Qui si riunirono, oltre a Vittore IV, solo cinquanta vescovi della Germania e dell'Italia settentrionale i quali l'11 febbraio 1160 lo riconobbero come pontefice legittimo; furono concordi nel ritenere invalida l'elezione di Alessandro III, semplicemente detto "cancelliere Rolando", il quale si era rifiutato giustamente di essere sottoposto ad un giudizio e non era andato a Pavia. Una solenne processione accompagnò Vittore IV dalla chiesa di S.Salvatore fino alla cattedrale di Pavia, dove ad attenderlo c'era l'imperatore in persona. L'incontro fra i due alleati avvenne con un atto apparente di umiltà e subordinazione del Barbarossa che non solo aiutò Vittore IV a smontare da cavallo ma si inchinò e gli baciò i piedi. Da parte sua Vittore IV (appoggiato all'inizio anche dai monaci cistercensi e cluniacensi) "ricambiò" la cortesia dell'imperatore scomunicando Alessandro III e i suoi fautori. Inutile dire che la "cortesia" fu ricambiata da Alessandro III (sostenuto tra l'altro dai Comuni lombardi con a capo Milano) che da Anagni il 24 marzo 1160 scomunicò a sua volta Vittore IV e il Barbarossa, che aveva posto l'assedio a Milano.

Nel giugno del 1160 Alessandro III riuscì a tornare a Roma, ma, caduta Milano nelle mani dell'imperatore, nel 1162 dovette fuggire in Francia dove rimase fino al 1165. L'atteggiamento del re di Francia, Luigi VII, fu piuttosto ambiguo: pressato dal Barbarossa all'inizio non si schierò e solo dopo appoggiò definitivamente il rifugiato Alessandro III. Anche Enrico II, re d'Inghilterra, seguì la scelta franca.
Nell'autunno del 1163 Vittore III si recò a Lodi per celebrare il trasferimento dei resti di San Bassiano (patrono di questa città) dal vecchio al nuovo nucleo urbano. Per l'occasione qui si riunirono anche il Barbarossa, Pellegrino di Ortenburg (patriarca di Aquileia), l'abate di Cluny e naturalmente gli esponenti filo imperiali più in vista tra i cardinali e i vescovi. Bisogna infatti ricordare che il 24 maggio 1111 Laus Pompeia (la vecchia Lodi) era stata rasa al suolo dai Milanesi che l'avevano assediata. Il 3 agosto del 1158 Barbarossa l'aveva ricostruita non sulle rovine di Laus Pompeia (ovvero dove attualmente è Lodi Vecchia) ma sulle sponde dell'Adda al fine di controllare meglio il territorio. Gli dette anche molti privilegi, ma, nonostante questi, Lodi si troverà in difficoltà per cui nel 1167 sarà costretta da Milano ad entrare nella Lega Lombarda e quindi a partecipare contro il Barbarossa alla battaglia di Legnano nel 1176.
Quest' ultimo schieramento politico di Lodi non fu visto da Vittore IV poiché nel frattempo era morto a Lucca il 20 aprile 1164.

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