"Les vendanges dans la campagne aux environs de Tivoli" di Anton Goubau

a cura di Roberto Borgia

L'opera presentata è di Anton Goubau (Anversa 1616-1698), Les vendanges dans la campagne aux environs de Tivoli (La vendemmia nella campagna intorno a Tivoli), olio su tela di grande formato, cm.168 x 244, firmato e datato 1656, Musée des Beaux-Arts di Valence ( o Valence-sur-Rhône), comune francese sulla riva destra del Rodano, 90 km. a sud di Lione e a 110 Km. da Avignone, situato nel dipartimento della Dr?me nella regione del Rodano-Alpi. L'antica città romana di Iulia Valentia, capitale dei Segalauni, divenne sede vescovile nel IV secolo. Conquistata prima dai Visigoti (413), più tardi dai Saraceni (verso il 730), i suoi vescovi la governarono dalla metà del XII sec. fino al XV, spesso in contrasto con i conti di Valentinois e con gli abitanti della città, che nel XIV sec. costrinsero il vescovo a riconoscere loro larga autonomia.
Nel 1456 i possessi del vescovo di Valence furono incorporati nel Delfinato. Dal 1493 Valence fu capitale del ducato di Valentinois. Fu la prima fra le città del Delfinato ad aderire alla Riforma. Nel 1799 vi morì in esilio Pio VI. Naturalmente Valence richiama il titolo di "duca Valentino" con cui è notoriamente conosciuto Cesare Borgia. Poco attratto dalla vita clericale e molto più incline a quella militare, il 17 agosto chiese ed ottenne dal padre-papa Alessandro VI la dispensa dalla vita ecclesiastica, deponendo la porpora cardinalizia lo stesso anno. Il primo ottobre partì per la Francia per sposare Carlotta d'Aragona, all'epoca sotto la custodia del re di Francia, matrimonio che gli avrebbe permesso di rivendicare per sé il regno di Napoli. Il sottile movimento politico veniva gestito tra lo stesso Luigi XII e il Papa, il quale, desideroso di procurare un esteso regno al figlio, trattò con il re uno scambio di favori "alla pari": il re concedeva la mano della principessa Carlotta a suo figlio Cesare; il papa concedeva l'annullamento del precedente matrimonio del re.


Ingrandisce foto "La vendemmia nella campagna
intorno a Tivoli"

Luigi XII era infatti sposato con la pia Giovanna di Valois (fondatrice poi dell'ordine delle monache Annunziate, proclamata santa da Pio XII nel 1950).
Voleva invece, prendere in moglie la vedova di Carlo VIII, suo predecessore, la regina Anna, figlia di Francesco II di Bretagna ed attuare così l'alleanza fra la monarchia francese ed il ducato di Bretagna. Per Alessandro VI non fu difficile far approvare il divorzio in un concistoro.
Non solo, il pontefice riuscì ad assegnare un ulteriore omaggio al re, pur di muovere passi a favore del figlio: concesse la porpora cardinalizia al suo ministro Georges d'Amboise.

Non fu facile invece la trattativa per Cesare Borgia, giunto in Francia in pompa magna. Le sue bardature d'oro e i cavalli ferrati d'argento non impressionarono Carlotta d'Aragona, che si rifiutò di sposarlo e negò ogni tipo di trattativa. Di fronte a questo rifiuto, Cesare non consegnò la bolla papale contenente l'annullamento del matrimonio del re. Solo dopo alcuni mesi, durante i quali il Borgia fu trattenuto nella residenza del re senza essere costretto a cedere ma senza la possibilità di uscire, la difficile trattativa fu risolta con un compromesso: a Cesare Borgia fu data la mano della nipote del re, Carlotta d'Albret, originaria della regione spagnola della Navarra. Come pattuito, il Borgia consegnò la bolla di divorzio al re. Il matrimonio di Cesare con Carlotta fu celebrato il 12 maggio 1499; in seguito a ciò il Borgia ottenne la contea di Valentinois, eretta in ducato. Da qui l'appellativo di "Duca Valentino".
Già Niccolò Machiavelli nel 1503 scriveva l'opuscolo "Descrizione del modo tenuto dal Duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il Signor Pagolo ed il duca di Gravina Orsini". Per inciso ricordiamo che una figlia di Luigi XII e di Anna di Bretagna fu Renata di Francia (1510-1575), andata in sposa ad Ercole II d'Este, duca di Ferrara e fratello del cardinale Ippolito II d'Este, il fondatore della villa d'Este a Tivoli. L'adesione di Renata di Francia alle idee protestanti provocò non pochi problemi al ducato estense, nonostante il cardinale Ippolito II d'Este tentasse di porre un rimedio. E successore al cardinale stesso nel possesso della villa estense fu proprio suo nipote Luigi d'Este, figlio appunto di Renata di Francia, che mai avrebbe voluto che suo figlio divenisse cardinale della Santa Romana Chiesa.

Ritornando ad Anton Goubau sottolineiamo che l'artista è conosciuto per i paesaggi di taglio meridionale, vedute olandesi, gozzoviglie militaresche e solo per pochi ritratti. Ha eseguito però un grande numero di opere religiose. Lavorò a Roma, godendo del rispetto dei suoi contemporanei. Fu maestro nell'Accademia di S. Luca nel 1636-37 ed è segnalato a Roma anche dal 1644 al 1650. Fu influenzato da Pieter van Laer (1599-1642), detto il Bamboccio, pittore olandese attivo a Roma dal 1623 al 1631, fondatore della scuola dei Bamboccianti, con opere che, partendo da modelli caravaggeschi, arrivano ad un realismo narrativo e bozzettistico. Quest'opera di Goubau rappresenta, su una piazza immaginaria circondata da monumenti antichi o rinascimentali, una moltitudine di personaggi, fra cui un corteo bacchico, che potrebbe giustificare il titolo dell'opera così come fu presentata nel catalogo di vendita. Ben visibile, sullo sfondo, alla sinistra del centro della tela, il Ponte Lucano, con cinque arcate ed il Sepolcro dei Plauzi, prova evidente dell'importanza di questo eccezionale scorcio paesaggistico per tutti i pittori che ritenevano un dovere indispensabile visitare la nostra città. Girate il mondo e trovate un posto dove un paesaggio del genere sia ridotto così com'è adesso!
(dicembre 2011)

Nei dintorni

Approfondimenti

    Le guide di Tibursuperbum

    Con il patrocinio del Comune di Tivoli, Assessorato al Turismo

    Patrocinio Comune di Tivoli

    Assessorato al Turismo