"Cascate di Tivoli" di Ippolito Caffi

a cura di Roberto Borgia

Ippolito Caffi (1809 - 1866) è artista e personaggio romantico di grande fascino: tra i maggiori e più originali vedutisti dell'Ottocento italiano, assume nella sua arte una dimensione e un respiro europei; personalità forte ed inquieta, spirito avventuroso, viaggiatore instancabile e patriota convinto partecipò ai moti del 1848-49, fu perseguitato dagli Austriaci, partecipò alla terza Guerra d'Indipendenza fino alla prematura morte nel corso della battaglia di Lissa, a soli 57 anni, imbarcato nell'ammiraglia Re d'Italia. Al pittore bellunese venne dedicata - prima a Belluno e poi al Museo di Roma a Palazzo Braschi, dietro Piazza Navona, dal 15 febbraio al 2 maggio 2006 - la prima grande mostra antologica, intitolata Luci del Mediterraneo che riunì oltre un centinaio di vedute, tra le quali numerosi inediti, un nucleo importante di opere grafiche - disegni ed acquerelli bellissimi - e i suoi album e taccuini: preziosi schizzi appuntati durante i tanti viaggi o nel corso delle operazioni belliche di cui fu spettatore e protagonista, cronache e testimonianze d'epoca di grande efficacia, che consentirono di mettere in luce anche l'abilità di Caffi nella resa delle figure ed il suo interesse per la varia umanità incontrata: popolani, soldati, religiosi, donne con costumi tradizionali, ecc.


Ingrandisce foto "Cascate di Tivoli"

L'esigenza continua di documentare la realtà in tutte le sfaccettature percepibili aveva fatto di Caffi una singolare figura di artista-reporter, un testimone eccezionalmente sensibile di ogni evento atmosferico, di ogni fatto di cronaca, di paesaggi urbani illuminati da affocati tramonti o inghiottiti da nebbie dense come panna. Un anelito che lo spingeva a fissare sulla tela quello che i propri occhi riuscivano a vedere, a documentarsi sugli spettacoli della natura più inusitati, a partecipare direttamente ad eventi eccezionali con l'invenzione di una luce "emotiva" che rende i suoi quadri tanto poetici, affascinanti ed amati. I luoghi del suo girovagare sono anche i luoghi che lui immortala nei suoi dipinti: la sua amata Belluno e Venezia, Roma, Napoli, la Sicilia, le mete del suo viaggio in Medio Oriente (Atene, Costantinopoli, la Siria, l'Egitto, Malta).

Una volta caduta la Repubblica di Venezia toccò anche Genova, Nizza, Torino e Parigi. Ed è proprio procedendo per luoghi (Venezia, Roma e il Mediterraneo) -ed accostando vedute dello stesso sito da prospettive differenti o nelle diverse declinazioni della luce, per rendere conto della sensibilità caffiana- che fu organizzata la mostra. Vogliamo allora segnalare due opere del 1857 Cascate di Tivoli, olio su tela, cm. 33 x 44, e Tempio della Sibilla a Tivoli, olio su carta riportata su tela, cm. 25,1 x 30,8, entrambi venduti al Comune di Roma nel 1959 dall'avv. Giuseppe Avon Caffi e non possiamo non lodare ancora una volta l'avvedutezza degli amministratori romani che con il loro acquisto contribuirono ad arricchire ancora di più il Museo di Roma, a Palazzo Braschi, antistante Piazza Navona, che, ricordiamolo, è conosciuto soprattutto per la serie di vedute di Roma sparita di Ettore Roesler Franz. Ma in generale questo Museo contiene una miriade di opere che costruiscono proprio la storia della città eterna, alla quale anche opere sulla nostra città di Tivoli fanno da contorno.
Un invito che gli amministratori tiburtini potrebbero recepire per costituire almeno un primitivo nucleo del futuro Museo di Tivoli, cominciando ad acquisire opere di artisti, anche moderni, che parlano della nostra città. Delle due opere segnalate presentiamo in questa scheda quella che è attualmente nei depositi e perciò non visibile, le "Cascate di Tivoli", invitando a recarsi nel Museo di Roma per godere dell'altra opera.

giugno 2013

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