S.Benedetto, abate di S.Cosimato, ed il pericolo saraceno

Verso il VII sec., sull’apice della rupe di S.Cosimato, fu edificata una chiesa con annesso monastero consacrato ai Santi Cosma e Damiano.
Il convento di S.Cosimato è legato per tradizione ad un episodio che si sarebbe verificato nel lontano 503 proprio nelle grotte sottostanti: il tentativo di avvelenare S.Benedetto. Ad avvalorare la veridicità del tragico evento è la testimonianza nientemeno di un pontefice, S.Gregorio Magno, che ne parla nei suoi “Dialoghi” pur omettendo il nome della località dove il misfatto fu perpetrato. Sembra che i monaci di questo convento, pur avendolo liberamente scelto come abate, ad un certo punto non accettorono più il severo controllo di S.Benedetto per cui decisero di ucciderlo proprio nella grotta, sottostante il complesso, più tardi diventata cappella rupestre dedicata a S.Michele Arcangelo.

Ingresso alla grotta di San Michele Arcangelo
Ingrandisce foto Ingresso Grotta di S.Michele Arc.

Mescolarono quindi del veleno al vino, con cui riempirono una coppa di vetro, e la consegnarono al Santo affinché la bevesse. Questi la benedì e la coppa per miracolo si ruppe; la pietra, macchiata dal vino avvelenato, fu per molto tempo qui custodita come una reliquia poi fu portata a Subiaco presso il monastero di Santa Scolastica.

Altri eventi tragici conobbe il complesso di S.Cosimato quando persino Vicovaro e Subiaco furono incendiati e saccheggiati dai Saraceni (siamo verso gli inizi del X sec.); si tramanda, ma non ci sono pervenuti documenti scritti che lo attestino, che proprio qui a S.Cosimato si sarebbe svolta una cruenta battaglia tra i soldati del protettore della Chiesa, l’imperatore del S.R.I. Carlo Magno, ed i Saraceni invasori. Quest’ultimi sarebbero stati pesantemente sconfitti ed i gran parte uccisi; i loro corpi sarebbero stati sepolti nelle sottostanti grotte del monastero.
A questo conflitto si ispirò il Rosati (un pittore vicovarese) quando nel 1670 affrescò nel portico della chiesa conventuale due lunette.

Carlo Magno contro i Saraceni
Ingrandisce foto Carlo Magno contro i Saraceni

Sempre secondo la leggenda, sarebbe stato lo stesso Carlo Magno ad ordinare l’edificazione della chiesa di S.Cosimato come ringraziamento per la vittoria riportata sui Saraceni. Questi come non mai erano particolarmente forti ,essendosi insediati in una fortezza situata sulla cima di un monte poco distante, su cui attualmente è il paesino, sorto intorno al castello, di Saracinesco che conserva nel nome il ricordo dei suoi legami saraceni.

Come tutte le leggende anche questa presenta parti vere e parti fantastiche; è assolutamente certo ad esempio che non risponde a verità l’identificazione dell’imperatore, paladino della Chiesa, con Carlo Magno in quanto costui all’epoca dei fatti era già morto.
E’ innegabile invece che i Saraceni con le loro incursioni dal mare nell’entroterra furono una grande calamità per molte popolazioni italiche per cui, quando furono sconfitti definitivamente dalle forze al comando di papa Giovanni X, la vita riprese con una certa serenità.

 

 

 

Nei dintorni

Approfondimenti

    Le guide di Tibursuperbum

    Con il patrocinio del Comune di Tivoli, Assessorato al Turismo

    Patrocinio Comune di Tivoli

    Assessorato al Turismo