Giorno del Ricordo
10 febbraio 2011
In occasione del Giorno del Ricordo del 10 Febbraio 2011, l’Amministrazione Comunale ricorda come per molti anni, vi sia stata una pagina della Storia Patria di cui era difficile parlare. Le Foibe erano considerate un episodio minore, così come il dramma dell’esodo istriano e giuliano dalmata di popolazioni italiane, alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
L’emerito Presidente Ciampi promulgò la Legge 30 marzo 2004, n. 92 che istituiva il «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale.
La Legge recita che “ La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Il Presidente della Repubblica Napolitano, ha recentemente dichiarato in occasione di un incontro ufficiale con il Presidente della Slovenia che “ Il nostro omaggio, in Trieste, ai due luoghi simbolo delle tragedie del secolo scorso - ha assunto il valore di un rinnovato impegno al rispetto reciproco sul piano della memoria storica e insieme di una catarsi, di un superamento delle più pesanti eredità del Novecento nel segno di una comune umanità, aperta al futuro”.
Sia dunque, questo giorno, momento di ricordo e memoria degli italiani fuggiti dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale sotto la spinta della pulizia etnica delle milizie jugoslave e dello spettro delle foibe.
350.000 persone di ogni ceto sociale furono costrette all’esodo forzato e vi fu la morte violenta di migliaia di innocenti nelle foibe.
Ognuno si deve sentire responsabile nel consentire la piena memoria di quegli accadimenti negati per decenni, per motivi di politica internazionale.
Il 10 febbraio riporta, ogni anno, all’attenzione di tutte le persone di buona volontà, quei dolorosi eventi e, parimenti, devono essere evidenziati anche i valori di identità nazionale, così attuali quest’anno, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, a cui le popolazioni istriane, fiumane e dalmate sono profondamente legate, e deve fare del Giorno del Ricordo un momento di riflessione per tutta la Nazione, nella consapevolezza che la “storia non può e non deve essere strumento di lotta politica, ma parte integrante della cultura e della tradizione di un popolo, senza amnesie né colpevoli dimenticanze di parte”.









