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“Monologhi della Vagina”, Rubeis: A teatro sarò in prima fila

7 marzo 2011

COMUNICATO STAMPA

Sarò in prima fila ad assistere ai “Monologhi della Vagina”, come mi auguro che a sedermi accanto, in quella circostanza, siano il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, impropriamente tirata in ballo, e il consigliere regionale del Pd Carlo Lucherini. Ho grande rispetto per il ruolo delle donne nella famiglia, nella società e nel mondo del lavoro. A differenza di altri esimi colleghi della sinistra adopero il principio delle Pari opportunità nella pratica e non nella teoria. Sotto il mio mandato ho nominato un direttore generale donna, un capo ufficio stampa donna, due nuove dirigenti, entrambe donne, un assessore al Personale donna. Trovo che le donne, a parità di condizioni, abbiano una marcia in più nel lavoro. Le ho volute al mio fianco per una libera scelta che rivendico. Sempre ad una donna, la dottoressa Marianna De Maio, ho affidato la gestione di un organismo delicato come la Consulta per le Pari opportunità, essendone ricambiato con puntualità e competenza>. Lo dichiara il sindaco di Guidonia Montecelio Eligio Rubeis, che aggiunge: <La consulta è un organismo all’interno del quale la stessa dottoressa De Maio ha avallato e difeso, pur non condividendola, la scelta plurale, maggioritaria di mandare in scena, in occasione della festa dell’otto marzo, “I Monologhi della Vagina”. Da liberale mi sono però sentito nella condizione di dover garantire altre posizioni e sensibilità, non soltanto interne al centrodestra ma anche al centrosinistra, quelle rappresentate dal mondo cattolico, anche perché non è monopolio di nessuno la difesa della donna. Il testo in oggetto è rappresentativo di istanze a difesa delle questioni femminili che mi trovano d’accordo. La violenza sulle donne è una condizione che condanno senza se né ma, qualsiasi strumento possa favorirne l’emersione non può che trovare in me il primo dei sostenitori. Queste non sono tematiche - conclude Rubeis - da lasciare alla sinistra. Queste posizioni, se scevre da sovrastrutture ideologiche, appartengono piuttosto alla cultura di ciascuno, anche a quella di una destra moderna che mi sento di rappresentare.
 


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