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Proprio all’XI sec. si suppone che sulla cittadella di Varia, col favore dei Crescenzi-Ottaviani, si dette il via all’incastellamento di Vicovaro.
Il fenomeno dell’incastellamento è tipico del Medioevo: nei punti strategici sulle alture, si elevavano castelli onde controllare la valle.

Il nome “Vicovaro” compare per la prima volta in un documento del 1140 in cui si ricorda che i Tiburtini si erano impossessati del “Monasterium S. Cosmati situm in valle tibertina” proprio per la sua posizione strategica; essendo stati sconfitti a Quintiliolo il 7 luglio 1143, i Tiburtini restituirono al Pontefice Innocenzo II non solo il “Monasterium” in questione ma anche altri territori di cui si erano impossessati. Proprio a questo periodo sembra che si possa collocare l’edificazione dell’edificio a pianta quadrata (un tempo fortilizio) non lontano dalla chiesa del SS.Salvatore.

Vicovaro
Ingrandisce foto Porta di sopra

Per la sua costruzione sono stati utilizzati dei tufelli rettangolari. Ma nel Medioevo c’era anche un’altra consuetudine da rispettare: il pontefice in carica con ogni mezzo aiutava i membri della propria famiglia dando loro poteri e ricchezze. Tale pratica è nota come “nepotismo”. Anche Celestino III (siamo alla fine del XII sec.) non fu da meno e concesse ai suoi familiari Orsini:

Vicovaro, Bardella e Cantalupo (Mandela) ma dichiarò autonoma l’Abbazia di S.Cosimato sottoponendola direttamente al controllo della Santa Sede. Sotto gli Orsini Vicovaro subì un'ulteriore fortificazione per cui la sua ubicazione strategica nella Valle dell’Aniene crebbe ulteriormente soprattutto quando Carlo d’Angiò intraprese le guerre volte a impadronirsi del Regno di Napoli. Con la nascita del Comune il potere dei signori locali in parte fu limitato dall’approvazione degli statuti. Ciò accadde anche a Vicovaro , uno dei primi comuni a godere dei benefici legati alla concessione di tali statuti; qui furono sottoscritti, il 29 ottobre del 1273, da Francesco e Giacomo di Napoleone e da Matteo Orso Orsini.

Centro storico di Vicovaro
Ingrandisce foto Centro storico di Vicovaro

Il castello di Vicovaro visse successivamente un altro momento storico importante: ospitò infatti nientemeno che il cardinale Giacomo Orsini. Costui (che era il fratello di Giovanni e di Rinaldo, conti di Tagliacozzo e signori di Vicovaro) vi si rifugiò l’8 aprile del 1378, l'8 aprile, per fuggire dai tumulti avvenuti a Roma per l'elezione di Urbano VI.

Non tornò più a Roma perché il presule morì in questo maniero il 15 agosto 1379. Durante il XV sec. (precisamente nel 1456) Giovanni Antonio, conte di Tagliacozzo e signore di Vicovaro, morendo senza eredi diretti fece sì che subentrassero gli Orsini di Bracciano nella persona del cardinale Latino, Giovanni, abate commendatario di Farfa ed Arcivescovo di Trani, Napoleone e Roberto.
A Giovanni e Rinaldo Orsini si deve l’intenzione di erigere la Cappella di S. Giacomo. Dopo gli Orsini Vicovaro fu per breve tempo sotto il duca d’Alba per poi passare sotto la Chiesa e quindi, nel XVII sec., sotto i Cenci.

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