
Oltre
al Santuario della Fortuna Primigenia,
la città era caratterizzata da una ricchissima Necropoli
che si trova in zona Colombella, al cui estremo limite Sud
si trovano i resti di una Villa Imperiale di Adriano.
In Via degli Arconi, corrispondente al lato meridionale dell'antica
Praeneste, si trovano, invece, le rovine del Propileo
,
un edificio rettangolare in opera laterizia databile all'epoca
imperiale. Si tratta di una struttura complessa formata da
vashe e nicchie per fontane, quindi certamente un ninfeo.
Esso arricchiva, insieme ad un secondo ninfeo oggi quasi completamente
scomparo, l'ingresso monumentale alla città dalla strada
assai antica proveniente dalla costa, poi divenuta urbana.
A pochi metri è presente una delle più grandiose
cisterne della città, suddivisa in dieci ambienti paralleli
coperti a volta e arricchita all'esterno da una serie di nicchie.
Nella
città di Palestrina si conservano numerose cisterne
di età imperiale che testimoniano l'esistenza di
un efficiente sistema di approvvigionamento idrico. Sempre
su Via degli Arcioni ci sono gli undici locali che hanno
dato il nome alla via, utilizzati come tabernae.
Superata la secentesca Porta del Sole
si possono ammirare i resti più antichi della cinta
muraria, sostruzioni al primo terrazzamento del Santuario
della Fortuna.
Il Foro della vecchia Praeneste sarebbe invece identificato nell'area della chiesa di S.Maria dell'Aquila, mentre a piazza Ungheria restano sostruzioni di un complesso databile al IV-III sec. a.C., con un rifacimento di fine II; dalle iscrizioni e dal materiale rinvenuti si evince che esso, come il Santuario tiburtino di Ercole Vincitore, era extraurbano e legato ai commerci. Piazza Margherita, infine, è una superfetazione dell'antico Foro, originariamente più ampio.