Situato in Via Monte Albano 5, il museo, nato dalla collaborazione dell'Amministrazione di Montecelio e con la Soprintendenza Archeologica del Lazio, trova la sua collocazione nell'edificio un tempo occupato dall'ex Oratorio. Questa costruzione, ubicata sulla piazza principale del paese, fu innalzata insieme ad altre edificate a cominciare dal Rinascimento, intorno alla settecentesca chiesa di San Giovanni Evangelista. Faceva parte di un unico complesso insieme all'Ospedale ed alla Cappella della Pietà. L'escursione a Montecelio non può essere completa se non si visita questo museo, inaugurato nel marzo del 2000 durante le celebrazioni per il Millenario di Montecelio. L'Antiquarium custodisce un' apprezzabile gamma di reperti locali compresi in un ampio arco di tempo. Alcuni sono riconducibili persino alla preistoria, altri sono invece databili all'età dei metalli, altri ancora appartengono alla civiltà romana.

Ingresso all'Antiquarium
In particolare esposti nella prima vetrina possiamo ammirare splendidi ritrovamenti paleolitici, mesolitici e neolitici. Si tratta, come prima accennato, di reperti trovati nel territorio di Guidonia Montecelio (nel caso specifico nella zona delle Caprine situata nella periferia meridionale di Guidonia). Vi sono custoditi anche ritrovamenti databili alla prima età dei metalli: in particolare è da segnalare, per poterla osservare con attenzione, una cuspide (punta di lancia, freccia) in selce riconducibile all'età del Rame trovata invece a Montecelio, ove è stata appurata l'esistenza di un villaggio protostorico-arcaico (per alcuni Corniculum).
Ai reperti provenienti da questo villaggio è dedicata la seconda vetrina. Di notevole interesse sono anche dei vasi risalenti più o meno al Mille a.C. e ritrovati alle pendici di Monte Albano. Né è da sottacere l'importanza dei reperti (sarcofagi, frammenti di statue ecc.) riportati alla luce grazie agli scavi archeologici di fine XX secolo riguardanti la villa romana dell'Inviolata ubicata nell'omonimo Parco archeologico-naturalistico.
Tale Parco, esteso ca 535 ettari, è stato istituito nel 1996 grazie ad una legge regionale; non è aperto al pubblico ma è in corso di attuazione una serie di percorsi finalizzati al suo attraversamento a piedi, a cavallo, in bicicletta. Qui sono state individuate tracce della presenza umana fin dal paleolitico e sono stati riportati alla luce oggetti dell'età del Bronzo. Per non parlare poi delle rovine di edifici appartenenti al medioevo e alla civiltà romana; interessante è inoltre l'aspetto naturalistico del Parco che conserva macchie residue ed evidenti tracce dell'antica agricoltura e pastoria.

Stemma di Montecelio
Qui è stata ritrovata la splendida Triade Capitolina, custodita nel Museo Nazionale di Palestrina. Tornando all'Antiquarium, un'altra chicca da ammirare è uno splendido vassoio in ceramica sulle cui anse il suo artefice ha raffigurato Paride in atto di giudicare chi fosse la più bella tra Minerva, Giunone e Venere. Tale reperto faceva parte del corredo funebre di una tomba individuata in un'altra località di Guidonia Montecelio: la frazione di Villalba.
Non si possono inoltre sottacere gli ultimi ritrovamenti compiuti durante i lavori di sterro per l'edificazione dei nuovi Mercati Generali di Roma nella frazione di Setteville facente parte anch'essa del vastissimo comune montecellese, ove è stata per caso rinvenuta una villa romana. Tra le preziosità trovate sono da segnalare due artistiche statue (una, del II sec d.C., rappresenta Ercole fanciullo mentre l'altra raffigura Dioniso ed è una copia di fattura romana imitante quella celeberrima di Lisippo). Di grande interesse è certamente un'iscrizione attestante il culto privato di Ercole. Sono stati riportati alla luce anche frammenti in marmo e in terracotta delle antiche e splendide decorazioni della villa situata nella zona della Tenuta del Cavaliere e riportata alla luce grazie ai lavori archeologici condotti dalla Soprintendenza del Lazio. L'importanza dell'Antiquarium è sottolineata dalla presenza di un laboratorio, ove avvengono i primi interventi di resturo sui reperti che vengono ritrovati localmente, e di una biblioteca specialistica.